Trapianto fallito, ultime speranze. “Bimbo ancora trapiantabile”: la famiglia non si arrende

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Ospedale Monaldi

NAPOLI – Sono ore cariche di tensione per il bambino di due anni e mezzo operato lo scorso dicembre all’Ospedale Monaldi, dove gli era stato impiantato un cuore che si è poi rivelato gravemente danneggiato. Il quadro clinico resta complesso e i prossimi accertamenti saranno determinanti per stabilire se il piccolo potrà essere inserito nuovamente tra i pazienti candidabili a un trapianto. A dare voce alla famiglia è la madre, Patrizia, che continua a recarsi ogni giorno al capezzale del figlio. «Per ora è ancora considerato trapiantabile. Domani (oggi per chi legge) faranno altri controlli e rivaluteranno tutto», spiega. Parole che raccontano un equilibrio fragile, sospeso tra timore e fiducia. «Non mi arrendo e non smetto di sperare. Dalle istituzioni non ho ancora ricevuto alcuna chiamata, ma mi auguro che qualcuno si faccia vivo».

L’intervento, eseguito il 23 dicembre, non ha prodotto i risultati attesi a causa delle condizioni dell’organo trapiantato. Da quel momento il bambino è costantemente seguito dall’équipe sanitaria, mentre la famiglia attende risposte chiare sul futuro terapeutico. Qualora il parere dei medici del Monaldi dovesse essere sfavorevole, la madre è pronta a proseguire la sua battaglia. A confermarlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia: «Siamo determinati a richiedere un’ulteriore valutazione. Ci è stato spiegato che un paziente così piccolo può reagire in modo diverso rispetto a un adulto. Per questo abbiamo già avviato contatti per ottenere un terzo parere da centri internazionali specializzati». Il passo successivo sarà l’acquisizione completa della documentazione clinica. «Attendiamo le relazioni dell’équipe interdisciplinare – precisa il legale – così da poter sottoporre il caso a ulteriori esperti». L’obiettivo è non lasciare margini di dubbio e verificare ogni possibile opzione.

Parallelamente si muove anche il fronte giudiziario. La Procura della Repubblica di Napoli ha avviato approfondimenti sull’intervento del 23 dicembre. Nei giorni scorsi è stato ascoltato come persona informata sui fatti il cardiologo incaricato del monitoraggio post-operatorio, che si è dimesso il 29 dicembre 2025, pochi giorni dopo l’operazione non riuscita. Mentre le indagini fanno il loro corso e la medicina tenta di offrire nuove prospettive, resta la determinazione di una madre che non intende fermarsi. La sua è una richiesta di chiarezza e di attenzione, ma soprattutto un appello alla vita, nella speranza che per suo figlio possa ancora aprirsi una strada diversa.

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