NAPOLI – Blitz dei carabinieri all’alba di ieri a Scampia, dove nove persone sono finite in carcere nell’ambito di una vasta operazione contro la criminalità organizzata. Sei arrestati sono ritenuti esponenti del gruppo della Vanella Grassi, mentre altri tre sono considerati vicini al cartello calabrese dei Nirta-Strangio, articolazione della ’Ndrangheta. I nove indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, rapina, detenzione di sostanze stupefacenti e possesso di armi da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso. L’inchiesta ha fatto emergere un canale stabile di approvvigionamento della droga tra Calabria e Campania, con il gruppo calabrese impegnato a rifornire i clan napoletani.
Al centro dell’indagine un episodio avvenuto il 18 aprile 2023 a Casalnuovo. Tre corrieri incaricati di consegnare venti chili di cocaina al clan degli Amato-Pagano furono assaltati e rapinati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il raid venne ideato e portato a termine da esponenti della Vanella Grassi, che intercettarono i corrieri costringendoli a consegnare l’ingente carico destinato a un altro gruppo criminale. Per quell’episodio il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per Gaetano Angrisano, 34 anni; Simone Bartiromo, 35; Antonio Coppola, 34; Fabio Iazzetta, 34; Luigi Rosas, 36; e Giuseppe Corcione, 48 anni. Tutti sono ritenuti coinvolti nell’organizzazione e nell’esecuzione della rapina.
In carcere sono finiti anche Giovanni Nirta, 29 anni; Sebastiano Romeo, 29; e Andrea Giuliani, 51 anni, ritenuti legati ai Nirta-Strangio. Secondo le accuse, i tre viaggiavano a bordo di due auto e stavano trasportando la cocaina destinata agli Amato-Pagano quando furono bloccati. Dalle indagini è emerso che, oltre a essere vittime dell’assalto, avrebbero avuto un ruolo nell’ambito del traffico di stupefacenti gestito sull’asse tra Calabria e Campania. Le pagine dell’ordinanza descrivono nel dettaglio la dinamica dell’azione criminale e il contesto in cui maturò lo scontro tra gruppi per il controllo delle forniture di droga. Fondamentale è stato il contributo di alcuni collaboratori di giustizia, che hanno consentito di individuare con precisione il luogo dell’agguato, chiarirne le motivazioni e identificare sia gli organizzatori sia gli esecutori materiali. L’operazione rappresenta un nuovo colpo ai rapporti tra camorra e ’Ndrangheta e conferma l’esistenza di alleanze e conflitti che ruotano attorno al traffico di stupefacenti, un mercato che continua a generare equilibri instabili e violenti, in cui i clan si contendono carichi milionari pronti a cambiare gli assetti criminali sul territorio.





















