TUTTI I NOMI. Falsi titoli per scalare le graduatorie Ata: 23 indagati tra Marcianise, S. Maria C.V., Portico, Villa Literno etc

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Aversa, il tribunale di Napoli Nord
Aversa, il tribunale di Napoli Nord

MARCIANISE – Un sistema (presunto) organizzato per ottenere incarichi nelle scuole pubbliche attraverso falsi certificati di servizio e punteggi gonfiati. È quanto emerge dall’indagine del pm Giovanni Corona, della Procura di Napoli Nord, che coinvolge 23 persone tra aspiranti personale Ata e soggetti ritenuti al centro del meccanismo.

Si tratta di Adriana Accarino, 53enne, Filomena Bellopede, 51enne, Cinzia Delle Curti, 45enne, Arianna Lopaldi, 54enne, Giuseppe Famoso, 57enne, tutti di Marcianise, Luigi Cavagnuolo, 26enne, Salvatore Comparone, 54enne, entrambi di Casaluce, Bruno Ciocio, 60enne di San Marcellino, Luigi Esposito, 56enne di Cervinara, Giuseppe Faenza, 48enne di Santa Maria Capua Vetere, Giuseppe Felaco, 44enne di Frignano, Angelina Lombardi, 48enne, Luigi Marino, 53enne, Elvira Mauriello, 53enne, e Caterina Oliva, 49enne, tutti di Santa Maria Capua Vetere, Maria Martino, 39enne di Casal di Principe, Pasqualina Mastroianni, 28enne di Portico di Caserta, Alberto Restituto, 50enne di Frignano, Caterina Tartaro, 55enne di Marcianise, Maria Tavoletta, 45enne di Villa Literno, Alexandra Testa, 34enne di Gioia Sannitica, Michele Valentino, 50enne di Capodrise, e Antimo Verde, 53enne di Sant’Antimo.

A loro – tutti da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile – vengono contestati a vario titolo i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologica e materiale. Tra i legali presenti nel collegio difensivo, gli avvocati Angelo Raucci, Nicola Russo, Carlo De Stavola, Ferdinando Letizia e Giovanni Cacciapuoti. Il pm ha dichiarato conclusa l’indagine preliminare e ora valuterà l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Secondo l’accusa, gli indagati, con più azioni esecutive e in concorso tra loro, avrebbero prodotto documentazione falsa attestante servizi mai svolti presso istituti paritari, così da ottenere punteggi aggiuntivi – spesso pari a 12 punti – non spettanti nelle graduatorie provinciali di terza fascia del personale Ata per il triennio 2021-2024.

L’ipotizzato sistema ruoterebbe attorno a figure ritenute chiave, tra cui Filippo Buono (scomparso nel 2024), amministratore di istituti paritari tra cui la ‘Babylandia’ di Caserta e il ‘Padre Pio’ di San Prisco, insieme al collaboratore Paolo Buono e al sindacalista Giovanni Cimmino. Sarebbero stati loro (non presenti nell’elenco dei 23 indagati e da ritenere innocenti fino a sentenza di condanna irrevocabile), secondo la ricostruzione, a rilasciare falsi certificati e verbali di conciliazione utilizzati dagli aspiranti per presentare domanda.

Le presunte dichiarazioni mendaci avrebbero indotto in errore i dirigenti scolastici degli istituti capofila, che dopo i controlli formali avrebbero autorizzato la pubblicazione delle graduatorie e la successiva stipula di contratti a tempo determinato. Da qui l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso, con profitti illeciti che – caso per caso – variano da poche centinaia fino a decine di migliaia di euro. I fatti si collocano tra il 2021 e il 2025, con episodi distribuiti tra Napoli, Caserta e diversi comuni dell’area a nord del capoluogo partenopeo.

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