TUTTI I NOMI. ‘Sistema Sorrento’: 21 indagati. Sotto i riflettori i lavori di adeguamento allo Stadio Italia, la gestione del Teatro Tasso e concorsi pubblici

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Massimo Coppola (pagina facebook)
Massimo Coppola (pagina facebook)

SORRENTO – Non era un’anomalia, ma un metodo di governo. Un ingranaggio oliato con mazzette e promesse che, tra il 2021 e il 2025, avrebbe trasformato il Comune di Sorrento in un ufficio vendite per appalti e favori. È quello che gli investigatori della guardia di finanza definiscono il “Sistema Sorrento”, una fitta ragnatela di relazioni illecite che oggi conta 21 indagati, tra dirigenti pubblici, funzionari e imprenditori, pronti a spartirsi ogni risorsa della città, dalle panchine smart ai milioni per lo stadio.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha subito un’accelerazione brutale grazie alle rivelazioni dell’ex sindaco Massimo Coppola, il cui arresto in flagranza un anno fa ha aperto il “vaso di Pandora” della gestione amministrativa costiera. Le accuse sono, a vario titolo, di corruzione e turbativa d’asta. Nelle pieghe delle perquisizioni, le fiamme gialle hanno trovato una prova tangibile del presunto malaffare: 115mila euro in banconote, un tesoro liquido sequestrato presso alcune società coinvolte e ritenuto il prezzo del tradimento dei doveri d’ufficio.

I magistrati hanno puntato i riflettori su un elenco di nomi pesanti per i quali è stata chiesta l’applicazione di misure cautelari. Si tratta di professionisti e imprenditori. In questa lista di presunti protagonisti della rete figurano Giuseppe Razzano, Raffaele Guarino, Raffaele Nitti, Alessandro Di Domenico, Antonio Gnassi, Donato Sarno, Luigi Desiderio, Filippo Di Martino, Gennaro Esposito, Carlo Perego, Mariagrazia Caiazzo, Giovanni Coppola, Marco De Martino, Vincenzo Sorrentino (ex consigliere comunale) e Luigi De Gregorio.

Per loro, il momento della verità arriverà tra il 16 e il 17 aprile, quando dovranno comparire davanti al gip Maria Concetta Criscuolo per l’interrogatorio preventivo, l’ultimo passaggio prima che il giudice decida se aprire per loro le porte del carcere o applicare i domiciliari.

L’inchiesta documenta come ogni settore fosse stato lottizzato: dai lavori di adeguamento dello Stadio Italia alla gestione del Teatro Tasso, fino alle campagne di marketing territoriale assegnate a ditte “prescelte” in spregio a ogni trasparenza. Persino i concorsi pubblici per un posto da istruttore amministrativo sarebbero finiti nel tritacarne delle irregolarità, calpestando i sogni di chi credeva in una selezione onesta.

Un quadro desolante che vede tre società al centro di una tempesta che promette di riscrivere la storia politica e istituzionale di Sorrento per gli anni a venire.

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