Urla ‘Ti sparo’ al consigliere, vigile urbano di Villa di Briano finisce a processo: è il fratello del sindaco

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Biagio Della Corte e Dionigi Magliulo
Biagio Della Corte e Dionigi Magliulo

VILLA DI BRIANO – Dovrà affrontare un nuovo processo Biagio Della Corte, vigile urbano e fratello del sindaco Luigi Della Corte. L’agente della polizia municipale, secondo la ricostruzione della Procura di Napoli Nord, è accusato di minacce aggravate per un episodio risalente al 30 maggio 2023, al termine di una seduta del Consiglio comunale.

Stando all’impianto accusatorio, il vigile, presente in aula in uniforme e armato in quanto all’epoca responsabile della polizia municipale, avrebbe rivolto frasi minacciose nei confronti del consigliere di opposizione Dionigi Magliulo, ex sindaco, arrivando – secondo quanto contestato – a pronunciare l’espressione «ti sparo» dopo averlo insultato.

La presunta reazione sarebbe maturata subito dopo l’intervento del consigliere in aula, nel quale erano stati citati alcuni acquisti immobiliari riconducibili al sindaco e alla consorte, effettuati dall’ex mafioso, oggi collaboratore di giustizia, Francesco Della Corte, noto come ’o Lion.

Per questi fatti il poliziotto è stato rinviato a giudizio e la prima udienza è fissata per metà marzo davanti al Tribunale di Napoli Nord. Biagio Della Corte sarà assistito dall’avvocato Giuseppe Ugo De Rosa, mentre Magliulo si è costituito parte civile con l’avvocato Carlo De Stavola. In relazione a questa vicenda, l’imputato aveva a sua volta sporto querela contro Magliulo, ma la denuncia è stata archiviata.

Non è l’unico procedimento giudiziario che vede coinvolto il vigile urbano. Della Corte è infatti imputato anche in un altro processo, sempre davanti al Tribunale di Napoli Nord, legato a una presunta lite avvenuta a Casaluce. In quel procedimento sono a giudizio anche il sindaco Luigi Della Corte e il cronista Raffaele Della Corte.

Secondo la Procura, il diverbio sarebbe iniziato in strada tra il vigile e il giornalista per poi proseguire nei pressi dell’abitazione di quest’ultimo, dove sarebbero intervenuti anche il primo cittadino e un assessore, Paolo Conte, poi prosciolto, partecipando alla colluttazione. Una ricostruzione che dovrà ora essere vagliata nel dibattimento, mentre per l’allora assessore Paolo Conte l’ipotesi accusatoria, come già chiarito, è caduta nelle fasi preliminari.

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