Violenza giovanile, il sindaco Marrandino incontra il ministro Piantedosi: “Servono più assistenti sociali”

Tre ragazzi nelle scorse ore hanno assaltato una ferramenta

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Dovranno rispondere di furto aggravato i tre 17enni egiziani che lunedì notte sono stati intercettati dai carabinieri lungo la Domiziana, mentre, con passo spedito, trasportavano in spalla quattro pesanti statue in cemento. Si tratta di sculture che, come accertato dai militari, erano state rubate pochi istanti prima dall’interno di un piazzale recintato di pertinenza di un negozio di ferramenta di Castelvolturno.
Quando i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile del Reparto territoriale di Mondragone li hanno notati mentre procedevano a piedi in direzione dell’incrocio con viale Zuccarelli, sorreggendosi l’un l’altro sotto il peso delle pesanti statue, normalmente utilizzate come arredi da giardino e raffiguranti animali, li hanno subito fermati per un controllo.

I tre giovani, che a seguito degli immediati accertamenti sono risultati essersi arbitrariamente allontanati da alcuni giorni da due strutture di accoglienza del Casertano e del Salernitano, alla vista dei carabinieri si sono subito bloccati. Alla richiesta dei militari sulla provenienza delle statue, non hanno saputo fornire alcuna spiegazione. Poco dopo, il proprietario della ferramenta, distante poche centinaia di metri, è sopraggiunto sul posto denunciando l’avvenuto furto delle statue.

Gli immediati riscontri investigativi, supportati dalle immagini estratte dalle telecamere di sorveglianza installate nel piazzale dove era avvenuto il furto, hanno permesso di ricostruirne le fasi e di identificare i ladri. Dopo la formalizzazione della denuncia da parte della vittima, i tre egiziani denunciati, condotti in caserma, sono stati riaffidati ai responsabili delle rispettive strutture di accoglienza dalle quali si erano allontanati. La refurtiva recuperata è stata riconsegnata al proprietario della ferramenta.

Il caso, fatto emergere grazie all’intervento dei militari dell’Arma, si inserisce purtroppo in una sequenza di azioni criminali che stanno interessando tanti giovanissimi del territorio. Numerosi gli episodi, ancor più gravi, che si sono verificati, tra cui pestaggi e accoltellamenti, dove ad agire sono minorenni. E’ di ieri, non a caso, la notizia del rinvio a giudizio di sette giovani accusati di aver tentato di uccidere un loro coetaneo a Pinetamare.

Criminalità minorile, Marrandino: ‘Più assistenti sociali per combatterla’

Se da anni la città è segnata da fenomeni come lo spaccio di droga, la criminalità organizzata, la prostituzione e l’immigrazione incontrollata, ora a queste problematiche si aggiunge una nuova emergenza: le bande di ragazzini che si lasciano andare a condotte delinquenziali. Un fenomeno che sta assumendo dimensioni preoccupanti, con episodi che vanno dalle rapine alle violenze fisiche, sempre più frequenti e sempre più protagonisti giovanissimi, anche provenienti da strutture di accoglienza.

L’ultimo caso che ha scosso la città è quello del furto avvenuto ai danni di una ferramenta, dove tre 17enni egiziani, intercettati dai carabinieri lungo la Domiziana mentre trasportavano pesanti statue rubate, hanno rivelato l’esistenza di un quadro di disagio giovanile che non può più essere ignorato. Questo è solo uno degli episodi che si sono verificati nelle ultime settimane, segnando una tendenza all’escalation della violenza tra i più giovani. “Questi comportamenti sono già stati segnalati anche in altre aree della città”, ha dichiarato il sindaco Pasquale Marrandino. “In alcuni casi siamo di fronte a vere e proprie violenze, pestaggi e accoltellamenti, con protagonisti anche altri ragazzi ospiti di case di accoglienza. Si tratta di giovani ‘sensibili’, che necessitano di cure e di un monitoraggio costante”. Il sindaco ha inoltre sottolineato che Castelvolturno ha già dato tanto in termini di sofferenza sociale e che la città non merita un’altra emergenza.
Il problema, quindi, non riguarda solo l’aumento della criminalità giovanile, ma anche la mancanza di un sistema di intervento adeguato, capace di prevenire il radicarsi di queste dinamiche. La città ha bisogno di un cambiamento profondo, che non si limiti alla presenza di maggiori forze di polizia, ma che si allarghi all’inclusione sociale e al sostegno psicologico per i giovani in difficoltà.

Proprio su questo tema, nei giorni scorsi il sindaco Marrandino ha incontrato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi (nella foto con Marrandino), chiedendo interventi concreti. “Castelvolturno non è stata inserita nel ‘decreto Caivano’, e l’ho fatto presente”, ha dichiarato Marrandino, ricevendo rassicurazioni che il governo sta valutando un provvedimento ad hoc per la città. Tuttavia, il primo cittadino ha aggiunto: “Quello che chiedo non è solo il rafforzamento del numero di agenti sul territorio. I controlli sono necessari, ma quello che serve davvero sono assistenti sociali, che entrino nelle case delle famiglie, comprendano i disagi e ci aiutino a intervenire prima che diventino problemi sociali irrisolvibili”.

Il ruolo degli assistenti sociali è dunque fondamentale, secondo il sindaco: “Possono incidere sulle famiglie e, di conseguenza, prevenire che questi nuclei familiari diventino terreno fertile per l’ingresso dei giovani nelle fila della criminalità”. Solo con un intervento tempestivo, mirato e continuo sarà possibile arginare il fenomeno e restituire un futuro migliore a questi ragazzi, prima che diventino preda delle bande criminali.

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