Zagaria, programma di protezione sospeso per “Ciccio ‘e Brezza”: pronto il ricorso

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Francesco Zagaria
Francesco Zagaria

CASAPESENNA – Sospeso il programma di protezione per Francesco Zagaria, alias Ciccio ‘e Brezza. E il motivo, stando a quanto abbiamo appreso, non è legato a quanto da lui detto nel corso della collaborazione con la giustizia. Insomma, non si mette in discussione, da parte degli inquirenti, l’apporto conoscitivo fornito alle indagini (lo ha fatto anche nell’ultima che ha determinato l’arresto di 23 persone coinvolte nell’inchiesta sul gruppo mafioso Zagaria).

Se è stato determinato lo stop, è dovuto a una relazione della Direzione nazionale antimafia che partiva da un’indagine che ha coinvolto proprio Ciccio ’e Brezza e uno dei suoi congiunti. Ai due veniva contestato il reato di estorsione, condotta che si sarebbe verificata con Zagaria già collaboratore di giustizia. Altro motivo che avrebbe innescato la sospensione riguarda il no che avrebbe detto a uno spostamento presso una località protetta. L’inchiesta sull’ipotetica estorsione è stata archiviata, quindi non ha determinato risultati giudiziari, e la vicenda del mancato trasferimento è stata ritenuta dalla difesa di Francesco Zagaria, rappresentata da Carmen De Meo, difforme rispetto a quella riportata nella relazione. È su questi aspetti che ora si fonda il ricorso che sarà presentato al Tar sulla sospensione del programma di protezione.

Zagaria, che ha iniziato a collaborare con la giustizia nel 2019, ha riportato condanne per associazione mafiosa, riciclaggio, trasferimento fraudolento di beni e anche concorso in omicidio. La sua carriera criminale inizia con il ruolo di ‘specchiettista’ in uno storico omicidio per il clan dei Casalesi, quello di Sebastiano Caterino detto l’evraiuolo (nell’agguato perse la vita anche Umberto De Falco), per arrivare a svolgere il ruolo di imprenditore che avrebbe garantito gli interessi del clan sfruttando una rete di prestanome.

Era il riferimento della cosca nei territori del Basso Volturno, di Capua e Santa Maria Capua Vetere. Questo profondo curriculum criminale gli ha permesso di conoscere dinamiche mafiose e anche colletti bianchi che si sono interfacciati con soggetti direttamente o indirettamente connessi alla criminalità organizzata. Come detto, le sue dichiarazioni sono state inserite anche nella recente inchiesta che ha dato un’importante spallata al clan Zagaria.

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