Come mangiare per salvare il pianeta

Le regole d’oro: prodotti locali e di stagione e no a sprechi e piatti pronti. Oggi la Giornata mondiale dell’Alimentazione: il tema è la trasformazione solidale e sostenibile dei sistemi agroalimentare

NAPOLI – Oggi è la Giornata mondiale dell’Alimentazione, che viene celebrata il 16 ottobre di ogni anno per commemorare la fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao). Il tema della Giornata di quest’anno è la trasformazione dei sistemi agroalimentari ai fini di una produzione, una nutrizione, un ambiente e una vita migliori, senza lasciare indietro nessuno. Per la Fao la situazione è più critica che mai. Crisi climatiche, conflitti e pandemia da Covid-19 hanno sconvolto milioni di vite e di mezzi di sussistenza nell’ultimo anno, mentre le emergenze umanitarie i hanno peggiorato la sicurezza alimentare mondiale.
Oltre 3 miliardi di persone, quasi il 40% della popolazione mondiale, non possono permettersi una dieta sana. L’Onu insiste perché si cambi radicalmente il modo di produrre e consumare il cibo, nonché costruire sistemi alimentari più resilienti, inclusivi e solidi, in grado di fare la differenza. Ma cosa possiamo fare per migliorare la nostra alimentazione cercando di rispettare il pianeta? Il Wwf ha stilato un decalogo per orientare le scelte dei cittadini verso una dieta ecologica.

Chilometro zero
La prima regola è scegliere prodotti locali, a chilometro zero, perché un’alimentazione sostenibile corrisponde a ridurre le spese settimanali e l’impatto ambientale derivante dai passaggi tra produttori e consumatori.

Meno carne
La seconda regola riguarda il consumo di carne, che andrebbe ridotto, ma non abolito del tutto. La maggior parte da allevamenti intensivi abusano di risorse idriche ed emettono quantitativi elevati di CO2. Questo modello di industria è da combattere, in quanto causa di disastri ambientali e mutamenti climatici.

Stagionalità
Frutta e verdura hanno una propria stagionalità e mangiarle al momento giusto garantisce la conservazione degli ecosistemi.

Ridurre gli sprechi
In Italia vengono sprecati 399 chili di cibo a settimana, pari al 4,4% del peso del cibo acquistato, con un valore totale dei prodotti alimentari buttati di 1.052 euro, pari al 3,8% della spesa alimentare: è il risultato di un’indagine triennale di Crea su un campione rappresentativo di 1.142 famiglie italiane. Per inquinare meno bisogna sprecare meno cibo.

Biologico
Per agricoltura e allevamenti meglio scegliere il biologico, che permette di ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive. Vengono rispettati i processi ecologici, le risorse e biodiversità, rinunciando a sostanze chimiche di sintesi come concimi artificiali e pesticidi.

Pesce
Anche il pesce segue le regole della stagionalità e della territorialità. Bisogna preferire i pesci pescati all’acquacoltura ed evitare quelli a rischio estinzione.

Acqua del rubinetto
Diciamo addio alla plastica. L’acqua in bottiglia ha un elevato impatto ambientale, mentre quella del rubinetto in quasi tutti i comuni italiani, è batteriologicamente pura.

Imballaggi
Più prodotti imballati si acquistano, più rifiuti si producono. Quindi meglio acquistare cibi sfusi ed evitare le confezioni mignon.

No a piatti pronti
Surgelati, sughi, barrette, vaschette di verdura o frutta hanno un elevato impatto ambientale legato alle ingenti richieste di energia nella fase produttiva. Mettiamoci ai fornelli ed evitiamo i piatti pronti per aiutare il nostro pianeta.

Energia ‘bruciata’
Un’altra regola d’oro è quella di ottimizzare l’utilizzo di fornelli a gas e forno elettrico per non sprecare risorse. Il forno può essere utilizzato meglio e più rapidamente se si cuociono insieme più alimenti e se si spegne poco prima della durata prevista per la cottura, utilizzando il calore residuo per ultimarla. Sui fornelli invece, rivestono un ruolo cruciale i coperchi.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome