Chiesa, Carron si dimette da presidenza di Cl: “Favorisco il ricambio voluto dal Papa”

Sui movimenti, Papa Francesco è stato irremovibile, i presidenti non possono restare in carica oltre dieci anni. E, alla fine, cede anche Comunione e Liberazione.

Foto Vatican Media/LaPresse

CITTA’ DEL VATICANO – Sui movimenti, Papa Francesco è stato irremovibile, i presidenti non possono restare in carica oltre dieci anni. E, alla fine, cede anche Comunione e Liberazione.

Dopo mesi di discussioni, Julian Carron si dimette dalla presidenza della Fraternità fondata da don Luigi Giussani con una lettera: “In questo momento così delicato della vita del movimento, ho deciso di presentare le mie dimissioni per favorire che il cambiamento della guida a cui siamo chiamati dal Santo Padre si svolga con la libertà che tale processo richiede. Questo porterà ciascuno ad assumersi in prima persona la responsabilità del carisma”, scrive.

Carron ha guidato Comunione e liberazione dal 2005, anno della morte di Giussani, ed è stato riconfermato nel 2008, nel 2014 e nel 2020. Il nuovo presidente dovrà ora essere eletto, secondo quanto previsto dal nuovo decreto vaticano, senza le dimissioni di Carron prima del 2026, l’intero movimento sarebbe stato commissariato.

E’ del giugno scorso il provvedimento voluto dal Papa ed emanato dal dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita che regola la durata e il numero dei mandati di governo (con un massimo di 10 anni consecutivi) nelle associazioni internazionali di fedeli, private e pubbliche. Il decreto è entrato in vigore a settembre ed è vincolante per tutte le associazioni di fedeli e per gli altri enti riconosciuti o eretti dal Dicastero. Lo scopo è promuovere “un sano ricambio” nelle cariche di governo, in modo che l’autorità sia esercitata come “autentico servizio che si articola nella comunione ecclesiale”. Perché si elimini, in altre parole, la presenza di una figura che sia ‘padre padrone’ e si evitino abusi di potere e di coscienza.

Il 24 settembre scorso era stata la volta della corrente laicale di Cl, i Memores Domini, commissariata da Bergoglio, che ha nominato delegato speciale mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e membro di Comunione e Liberazione, facendo decadere il governo generale, guidato da Antonella Frongillo.

Il movimento era spaccato internamente da tempo, tra la corrente ‘carroniana’ e quella ‘giussaniana’. I Memores erano finiti sotto osservazione del Dicastero per i Laici già due anni fa, dopo segnalazioni partite dall’interno dell’associazione, secondo cui don Carron non poteva più essere anche l’assistente ecclesiastico del ramo laicale.

Nell’incontro di Papa Francesco con i movimenti del 16 settembre si era fatta sentire l’assenza di Frongillo e Carron. In quella occasione Bergoglio ha chiesto “grande docilità, grande umiltà, per riconoscere i nostri limiti e accettare di cambiare modi di fare e di pensare superati, o metodi di apostolato che non sono più efficaci, o forme di organizzazione della vita interna che si sono rivelate inadeguate o addirittura dannose”. Sull’esercizio del governo all’interno delle associazioni Bergoglio ha ricordato i “casi di abuso di varia natura che si sono verificati anche in queste realtà e che trovano la loro radice sempre nell’abuso di potere”: “Non di rado la Santa Sede, in questi anni, è dovuta intervenire, avviando non facili processi di risanamento. E penso non solo a queste situazioni tanto brutte, che fanno rumore; ma anche alle malattie che vengono dall’indebolimento del carisma fondazionale, che diventa tiepido e perde la capacità di attrazione”.

di Maria Elena Ribezzo

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome