Bolli falsi smerciati in 7 bar e uffici

CASAL DI PRINCIPE – Una tabaccheria in via Teulada a Roma, la rivendita di valori di bollo nel porto di Napoli gestita da Ettore Mainolfi, l’autoscuola Millennium di Casoria gestita da Pietro Gambale e Arturo Marzocchella, il Bar Lucia a Napoli, l’ufficio Immigrazione della Prefettura di Napoli e ovviamente i tribunale di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord di Aversa. Erano solo alcuni dei canali di smercio dei valori di bollo falsificati prodotti clandestinamente a Villa Literno e utilizzati per una serie di pratiche legali e per patenti automobilistiche e nautiche.  Ieri dopo gli arresti del giorno precedente si sono tenuti i primi interrogatori di garanzia. Davanti al gip titolare dell’inchiesta Antonino Santoro sono comparsi Antonio Lentini, Massimiliano Di Filippo, Antonio Gennaro Buonocore e Giuseppe Pagano. Hanno risposto alle domande fornendo la loro versione relativa ai fatti di cui rispondono.

Nell’operazione seguita dai carabinieri al termine dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord sono stati disposti il divieto di esercizio della professione per dodici mesi è stato disposto per gli avvocati Angelo Bifulco, 41 anni e la moglie Simona Cerullo, di 36. Stesso provvedimento ma per sei mesi per Mario Martino, avvocato 30enne. Agli arresti domiciliari invece sono stati ristretti Domenico D’Amicis, 57 anni; Massimiliano Di Filippo, 49 anni; Cristiano Frustaci, 35 anni; Pasquale Vollaro, 74 anni; Antonio Lentino, 67 anni; Giuseppe Pagano, 50 anni; Domenico Schisano, alias Mimmo, 55 anni; Umberto Schisano, 32 anni; Francesco Pungitore, 53 anni; Antonio Gennaro Buonocore, 56 anni. Obbligo di firma invece per Antonio Cozzolino, 52 anni; Patrizia Calicchia, 52 anni; Jessica Lodigiani, 32 anni; Pietro Gambale, 54 anni e Arturo Marzocchella, 45 anni. Indagati a piede libero invece Carmine Ambrosino, 66 anni; Bartolo Campione, 50 anni; Errico Giordano, 69 anni; Ettore Mainolfi, 49 anni; Gennaro Marigliano, 47 anni; Luciano Trofa, 55 anni e Antonio Valle, 48 anni. Tra gli avvocati difensori impegnati Mirella Baldascino,  Annalisa Recano, Sara Della Morte, Nicola Fontanella e Ferdinando Letizia. Una parte degli atti dell’inchiesta intanto è stata trasmessa a Roma per la competenza del tribunale capitolino. Alcuni dei reati ipotizzati infatti si sarebbero consumati nella Capitale e sarebbero quindi di competenza dei magistrati romani. Dalle indagini è anche emerso come Antonio Gennaro Buonocore fu posti ai domiciliari il 20 maggio del 2020. Nonostante si trovasse agli arresti in casa però per il gip riceveva dopo gli ordini per telefono marche da bollo false da Massimiliano Di Filippo, una delel figure centrali dell’inchiesta, di Villa Literno.

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