Corruzione del garante dei detenutiper gli aiuti in cella, presi i Borrata

La Procura: soldi e altre utilità alla Belcuore tra il 2022 e il 2023

569
Pubblicato il

CASAL DI PRINCIPE – Fratello e sorella sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’accusa nei loro confronti è di corruzione, ricettazione e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti. L’ordinanza è stata emessa nei confronti di due fratelli, Mario e Sara Borrata, il primo, già detenuto, colpito da misura carceraria, la seconda finita ai domiciliari. La vicenda è quella che ha coinvolto nei mesi scorsi l’ex garante dei detenuti della provincia di Caserta Emanuela Belcuore, accusata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere di aver fatto favori proprio a Borrata, detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per omicidio e ritenuto contiguo al clan dei Casalesi, in cambio di soldi e altre utilità, che le sarebbero stati fornite da Sara Borrata, che a Casal di Principe gestisce un negozio di abbigliamento. Le indagini coordinate dalla Procura guidata da Pierpaolo Bruni e realizzate dagli investigatori della Polizia Penitenziaria avrebbero confermato le accuse alla Belcuore, in particolare che quest’ultima, tra il 2022 e la prima parte del 2023, mentre era garante (si dimise nel luglio 2023 dopo aver subito una perquisizione), avrebbe ricevuto soldi e altre utilità affinché compisse in favore del detenuto atti contrari ai propri doveri di servizio. L’interrogatorio di garanzia per i due fratelli arrestati, difesi dall’avvocato Angelo Raucci, è previsto per la prossima settimana. Il 20 maggio toccherà al detenuto, il 22 maggio invece a Sara Borrata. Per i fatti contestati ai fratelli Borrata la Belcuore ha già patteggiato un anno e dieci mesi (con pena sospesa) per corruzione. A distanza di mesi da quella sentenza l’ex garante, contattata da Cronache, continua a ribadire la posizione: “Ho accettato di patteggiare a malincuore, non per ammissione di colpa, ma perché era l’unico modo per chiudere in fretta una pagina dolorosa della mia vita e tornare al più presto alla mia attività professionale. Durante l’interrogatorio con il dottor Fiore ho respinto ogni addebito, collaborando senza alcuna esitazione alla ricostruzione dei fatti. Con i Borrata ho avuto sempre e solo rapporti personali, che nulla hanno avuto a che vedere con il mio ruolo di Garante. Che, lo ricordo, può solo segnalare, non firmare relazioni – e infatti in questo caso specifico è stata firmata dalla dottoressa Gaia Del Giudice che ora lavora a Secondigliano –  né accedere agli atti dell’area educativa. Mi chiedo come possa aver potuto favorire un detenuto”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo precedenteL’intervista. Nino D’Angelo: il mio grazie a Napoli
Articolo successivoChico Forti rientra oggi in Italia
Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome