Italia: la sostenibilità riparte da giovani e IA

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Futuro sostenibile
Futuro sostenibile

Il concetto di sostenibilità, logorato da un uso eccessivo e spesso improprio, ha affrontato un periodo difficile. In un mondo segnato da conflitti, disuguaglianze crescenti e una crisi climatica che si aggrava, gli stessi pilastri dello sviluppo sostenibile hanno mostrato segni di cedimento.

Tuttavia, un’analisi più attenta dei fatti rivela motivi concreti di speranza. La strategia per una reale “conversione ecologica”, come la definì l’attivista Alexander Langer, si basa su due fronti: “comportamenti personali e decreti del re”. Su entrambi i versanti, sono emersi segnali che contrastano il catastrofismo.

I “decreti del re” rappresentano le decisioni politiche. Sebbene le istituzioni internazionali come l’ONU e le Conferenze sul clima siano state spesso paralizzate da veti incrociati e dagli interessi delle lobby fossili, è maturata una nuova consapevolezza. Soprattutto tra le nuove generazioni, si è rafforzata la convinzione che solo un forte rilancio del multilateralismo potrà far progredire l’agenda ambientale globale.

Sul fronte dei “comportamenti personali”, la parola chiave è diventata consapevolezza. Si è diffusa la comprensione che la somma delle scelte individuali può generare un cambiamento significativo. Questo approccio riguarda la gestione delle risorse naturali e la riduzione degli sprechi, non come privazione ma come arricchimento di senso.

Un esempio concreto è stato presentato durante i Premi Non sprecare 2025, tenutisi nell’Aula Magna dell’Università Luiss a Roma. Un imprenditore marchigiano ha mostrato una cannuccia biodegradabile prodotta con scarti della pasta, commestibile per i pesci e alternativa a quelle di plastica, di cui se ne consumano un miliardo al giorno nel mondo. La reazione degli studenti presenti è stata unanime: “Troppe e inutili”.

Si è anche chiarito il confine tra sostenibilità autentica e mero greenwashing. La vera sostenibilità non può esistere senza giustizia sociale, diritti e un miglioramento concreto delle condizioni di vita per tutti. Senza questi elementi, il termine diventa un guscio vuoto o, peggio, un inganno per mascherare pratiche dannose.

Per rivitalizzare un linguaggio usurato, alla parola “sostenibilità” è stato affiancato il concetto di “futuro”. L’ASviS, la più autorevole rete italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ha lanciato l’iniziativa “Ecosistema Futuro”, un programma che mira a superare lo scetticismo e la paura.

A questi strumenti si è aggiunta l’Intelligenza Artificiale. Nonostante i dibattiti sui suoi limiti, l’IA si è dimostrata un alleato fondamentale per la causa ecologica. Le sue capacità di analisi aiutano a dare il giusto peso alle certezze documentate dalla scienza, contrastando efficacemente le fake news e il negazionismo. La bussola del sapere scientifico è diventata imprescindibile per orientare politica e stili di vita.

Il 2025 ha segnato il decennale di documenti chiave come l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco, l’Agenda ONU 2030 e gli Accordi di Parigi. Questi testi hanno tracciato una rotta chiara, lungo la quale è necessario proseguire con un “ottimismo della volontà”, vigilando contro chi trucca le carte del progresso ambientale per interessi personali.

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