Ciambellone: la ricetta per non buttare le banane

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Spreco alimentare
Spreco alimentare

Quante volte è capitato di ritrovarsi in cucina con banane troppo mature, la cui buccia annerita sembra quasi invitarci a buttarle? Questo comune frutto, ricco di potassio e zuccheri, raggiunge il massimo della sua dolcezza proprio quando l’aspetto esteriore peggiora. Gettarlo rappresenta un piccolo, ma significativo, spreco alimentare che, sommato a quello di milioni di altre famiglie, ha un impatto ambientale non trascurabile. Fortunatamente, è stata messa a punto una soluzione tanto semplice quanto deliziosa per trasformare questo presunto “scarto” in una risorsa preziosa per il palato e per il pianeta.

L’idea alla base di questa iniziativa di cucina sostenibile è quella di un ciambellone soffice, arricchito dal sapore intenso del frutto maturo e dalla croccantezza delle nocciole. Questa preparazione non è solo un modo per onorare il cibo ed evitare lo spreco, ma è anche un’opportunità per riscoprire il valore di ingredienti che altrimenti finirebbero nel bidone dell’umido. Adottare questa mentalità in cucina ha un impatto positivo concreto, perché permette di ridurre i rifiuti domestici e promuove un consumo più consapevole.

Per realizzare questo dolce dal cuore ecologico, sono stati utilizzati i seguenti ingredienti: 300 gr di farina tipo 00, 4 uova a temperatura ambiente, 200 gr di zucchero, 200 ml di panna fresca da montare, 150 gr di banane ben mature, 100 gr di nocciole tritate, 100 gr di olio di semi e 1 bustina di lievito per dolci.

Il procedimento è stato studiato per essere alla portata di tutti. In una terrina capiente si sono montate energicamente le uova con lo zucchero, utilizzando delle fruste elettriche fino a ottenere un composto chiaro e spumoso, base fondamentale per la sofficità finale. In una ciotola separata, si sono schiacciate le banane con una forchetta, trasformandole in una purea rustica a cui è stata poi incorporata la panna, precedentemente montata per conferire ulteriore ariosità all’impasto.

Successivamente, i due composti sono stati uniti con delicatezza, mescolando dal basso verso l’alto per non smontare la struttura. A questo punto, si sono aggiunte le nocciole tritate e l’olio di semi a filo. Infine, si sono incorporate la farina e il lievito, precedentemente setacciati insieme per evitare la formazione di grumi, mescolando solo quanto basta per amalgamare il tutto. L’impasto omogeneo è stato versato in uno stampo per ciambellone da 24 cm, ben unto e infarinato.

La cottura è avvenuta in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti. Il tempo può variare, per cui si è raccomandato di effettuare la classica “prova stecchino”: inserendolo al centro, dovrà uscirne asciutto. Una volta cotto, il dolce è stato lasciato intiepidire prima di essere sformato su una gratella per raffreddarsi completamente.

Il risultato è un plumcake straordinariamente umido e profumato, perfetto da gustare a colazione per una carica di energia sostenibile o come merenda. Può essere servito al naturale o decorato con zucchero a velo. Questo dolce dimostra come un gesto semplice, come il recupero di un frutto, possa coniugare il piacere del palato con il rispetto per l’ambiente.

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