Giappone: le auto elettriche economiche conquistano

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Mobilità accessibile
Mobilità accessibile

In Giappone, la diffusione dei veicoli elettrici ha avuto un’accelerazione significativa grazie alle “Kei Car”. Si tratta di automobili compatte, ideali per gli spostamenti urbani, proposte a un prezzo accessibile per il ceto medio, lontano dal concetto di prodotto di lusso.

Queste vetture, che possono raggiungere i 3,40 metri di lunghezza, hanno conquistato una fetta di mercato considerevole, arrivando a costituire il 35% delle vendite totali nel paese. Il loro successo è supportato anche da numerosi incentivi, come parcheggi dedicati e polizze assicurative a tariffe agevolate.

Un esempio emblematico è la MiBot, progettata dall’azienda giapponese KG Motors e venduta a circa 6.000 euro. Questo modello a due posti, simile per dimensioni alla Smart europea, offre un’autonomia di circa 100 chilometri con una singola carica della sua batteria da 7,68 kWh.

La ricarica completa richiede solo cinque ore da una comune presa domestica e la sua velocità massima è di 60 km/h, perfetta per il contesto cittadino. Un altro modello di grande successo, la Nissan Sakura, è stato tra i più venduti nel 2023, con un prezzo di partenza di circa 12.000 euro.

La situazione in Europa, e in particolare in Italia, appare radicalmente diversa. Qui, l’auto elettrica fatica a decollare e non sta incidendo in modo significativo sulla mobilità urbana sostenibile, creando anzi nuove disparità tra gli automobilisti.

Questo scenario è il risultato di una strategia miope da parte dei costruttori europei. Hanno puntato su modelli di fascia alta, presentando l’auto elettrica come uno status symbol e un bene di lusso, con l’obiettivo di massimizzare i profitti per singola unità venduta.

I produttori del continente hanno beneficiato di ingenti incentivi pubblici, illudendosi di superare la crisi del settore automobilistico con margini di guadagno elevati su volumi di vendita ridotti. Questa scommessa si è rivelata perdente.

Le previsioni di vendita sono state disattese e la transizione ecologica è rimasta al palo. Le auto elettriche più vendute in Italia, come i modelli Tesla da oltre 50.000 euro, confermano la tendenza di un mercato rivolto a una nicchia di consumatori benestanti.

L’esperienza giapponese ha dimostrato che per orientare il grande pubblico verso la mobilità a zero emissioni sono necessari prodotti di massa, non oggetti di lusso. Fino a quando l’auto elettrica in Europa rimarrà un prodotto per pochi, la sua diffusione non potrà mai raggiungere i livelli necessari per un reale cambiamento sostenibile.

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