Nelle colline marchigiane vicino ad Ancona, a Cupramontana, esiste un casolare che è diventato il rifugio per la Tribù delle Noci Sonanti. Questa comunità ha scelto di vivere seguendo i principi della decrescita felice, del rispetto per la natura e della totale autosufficienza. Isolati in una casa colonica circondata da cinque ettari di terreno, vivono senza elettricità né acqua corrente.
Il fondatore di questo progetto è Fabrizio Cardinali, oggi 62enne, originario di Falconara Marittima. La sua scelta di vita radicale ha radici negli anni ’80. A 22 anni, influenzato dai movimenti degli anni ’70 che promuovevano una vita più autentica e dagli insegnamenti del Buddha, ha deciso di abbandonare la società consumistica per creare un’alternativa basata sul rispetto per ogni forma di vita. Come spiega lui stesso, ha fondato la sua tribù perché sentiva che “la gente distrugge tutto”.
La vita quotidiana è scandita dai ritmi della natura, dall’alba al tramonto. Tutto ciò che serve viene autoprodotto, riciclato o barattato nei mercatini locali, raggiunti a piedi, in bicicletta o in autostop. La dieta è strettamente vegetariana, basata su frutta e verdura di stagione coltivate in proprio. L’illuminazione è affidata a lampade a olio e il riscaldamento alla legna, che richiede un costante lavoro manuale.
La comunità è accogliente e ospita chiunque desideri sperimentare questo stile di vita, a patto di contribuire con il proprio lavoro. Fabrizio vive nel casolare con suo figlio Siddharta, di 13 anni. Insieme producono olio, miele, legumi, grano macinato a pietra per il pane e succo d’uva pestato con i piedi. Dopo il terremoto che ha colpito la zona, hanno scelto di continuare a dormire in tenda per sentirsi ancora più vicini alla terra.
Siddharta non frequenta la scuola tradizionale, ma studia a casa con il padre per circa cinque ore al giorno, sostenendo un esame annuale per assolvere all’obbligo scolastico, superato sempre con ottimi voti. Nonostante l’isolamento, ha una vita sociale attiva con i coetanei della zona. Pur apprezzando la sua vita, ammette con un pizzico di ribellione giovanile che gli piacerebbe potersi muovere con un trattore anziché solo a piedi.
Questa storia unica ha attirato l’attenzione dei registi Damiano Giacomelli e Lorenzo Raponi. I due hanno vissuto a stretto contatto con la famiglia per un anno intero prima di iniziare le riprese, per comprendere a fondo il loro stile di vita senza giudicarlo. Da questa esperienza e da 330 ore di girato è nato il docufilm “Noci Sonanti”, che racconta la vita di Fabrizio e Siddharta.























