La Regione Toscana ha dato il via a un ambizioso piano di recupero ambientale nel Parco della Maremma, focalizzato sulla protezione e il ripristino degli ecosistemi dunali. L’operazione, resa possibile grazie a un finanziamento del programma LIFE dell’Unione Europea, mira a intervenire su un tratto di litorale di circa 15 chilometri.
Negli ultimi decenni, questa fascia costiera ha subito un’intensa pressione antropica, aggravata dagli effetti del cambiamento climatico. Il turismo di massa e il calpestio indiscriminato hanno accelerato l’erosione, portando a un progressivo arretramento delle dune. Questo fenomeno ha messo in pericolo la sopravvivenza di specie vegetali endemiche, come il Giglio di mare, e ha ridotto le aree di nidificazione per uccelli protetti come il Fratino.
L’intervento si articolerà in diverse fasi. Sono già state avviate le operazioni di messa a dimora di migliaia di piante autoctone, tra cui l’ammofila arenaria e il ginepro coccolone, essenziali per stabilizzare la sabbia con i loro apparati radicali. Parallelamente, verranno installate barriere frangivento realizzate con materiali naturali, come pali di castagno, che favoriranno l’accumulo di sedimento e la formazione di nuove dune.
Per gestire il flusso di visitatori, saranno inoltre creati percorsi pedonali obbligati su passerelle in legno rialzate. Questa soluzione impedirà il danneggiamento diretto della vegetazione e delle aree più sensibili, coniugando la fruizione turistica con la necessità di tutela. Saranno potenziate anche le attività di informazione con pannelli esplicativi.
Il successo del piano sarà monitorato da un team di biologi dell’Università di Pisa, che utilizzeranno droni e analisi satellitari per misurare l’evoluzione della linea di costa e la crescita della copertura vegetale. L’obiettivo a lungo termine è ricostituire una barriera naturale efficace contro le mareggiate, aumentando la resilienza del litorale.
“Abbiamo investito risorse significative perché la difesa del nostro patrimonio naturale è una priorità,” ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente. “Questo non è solo un intervento di ingegneria naturalistica, ma un patto con il futuro del nostro territorio. Il completamento dell’opera è previsto entro tre anni.”
La salvaguardia delle dune maremmane rappresenta quindi un tassello cruciale nella strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. Azioni concrete come questa dimostrano che è possibile coniugare sviluppo e conservazione, trasformando una minaccia in un’opportunità di rinascita ecologica.























