Orticaria: le cause ambientali e come difendersi

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Pelle reattiva
Pelle reattiva

L’orticaria è una reazione infiammatoria della pelle che si manifesta con la comparsa improvvisa di pomfi rossi o bianchi, accompagnati da intenso prurito e, talvolta, da gonfiore. Si stima che colpisca una persona su cinque nel corso della vita, con una maggiore incidenza tra le donne di età compresa tra 20 e 60 anni. Il meccanismo alla base è il rilascio di istamina da parte di alcune cellule del sistema immunitario presenti nella cute.

Quando i sintomi persistono per meno di sei settimane, si parla di forma acuta; se la superano, la condizione diventa cronica. La forma acuta è spesso legata a un fattore allergico, mentre quella cronica può avere un’origine autoimmune.

Le cause scatenanti sono numerose, ma molte sono direttamente collegate a fattori ambientali. Una delle più note è l’esposizione al sole, che può provocare la cosiddetta “orticaria solare” o “lucite estiva benigna”, interessando collo, décolleté, braccia e gambe.

Anche il contatto con sostanze chimiche è un fattore di rischio significativo. Cosmetici, tinture per capelli contenenti ammoniaca e detergenti come bagnoschiuma o shampoo con specifici composti possono innescare la reazione. Allo stesso modo, l’uso di insetticidi, specialmente quelli anti-zanzare, può rappresentare un pericolo, soprattutto per i bambini.

Altri agenti ambientali includono gli acari della polvere, particolarmente diffusi nelle case di campagna, e persino alcuni insetti come i coleotteri, che rilasciano una polvere tossica per la cute umana. Anche gli shock termici, come un tuffo in acqua troppo fredda o calda, possono scatenare l’eruzione.

Oltre ai fattori ambientali, l’orticaria può derivare da reazioni a farmaci (come antibiotici e antinfiammatori), intolleranze alimentari (in particolare verso latticini e crostacei) o essere una risposta a forti stati di stress e ansia. Per una diagnosi precisa, è sufficiente rivolgersi al proprio medico, che potrà prescrivere un test allergologico per identificare l’allergene responsabile.

Per alleviare il prurito, il rimedio più semplice ed efficace è il freddo: bagni freschi o l’applicazione di ghiaccio aiutano a contrarre i vasi sanguigni, limitando il rilascio di istamina. Sono sconsigliate, invece, le creme antistaminiche e i disinfettanti, che possono peggiorare l’irritazione.

Sul fronte della prevenzione, la strategia migliore consiste nell’individuare ed evitare la causa scatenante. È fondamentale scegliere indumenti larghi in fibre naturali come cotone e lino, ed è preferibile optare per cosmetici e detergenti privi di coloranti e sostanze chimiche aggressive. Se il fattore scatenante è noto e inevitabile, il medico potrebbe consigliare l’assunzione preventiva di un antistaminico per via orale.

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