Fiori di Bach: una terapia nata in Inghilterra

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Benessere naturale
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Nei primi decenni del Novecento, il medico e batteriologo britannico Edward Bach ha abbandonato la sua promettente carriera londinese per trasferirsi nella campagna inglese. La sua convinzione era che la medicina tradizionale si concentrasse troppo sui sintomi fisici, trascurando le cause emotive e spirituali delle malattie. Ha avviato così una ricerca per individuare nelle piante e nei fiori selvatici dei rimedi capaci di ripristinare l’armonia interiore.

Da questo percorso sono nati i “Fiori di Bach”, un sistema di 38 essenze floreali che mirano a riequilibrare altrettanti stati d’animo negativi. Secondo la visione del loro creatore, questi preparati non agiscono come farmaci convenzionali, ma operano a un livello più sottile, definito “vibrazionale” o “energetico”, per influenzare positivamente il campo elettromagnetico della persona.

I 38 fiori sono stati classificati da Bach in sette gruppi principali, ciascuno corrispondente a una specifica area emotiva. Tra questi troviamo rimedi per la paura (come Rock Rose per il terrore o Mimulus per le fobie note), per l’incertezza (come Wild Oat per chi non trova la propria strada), per la solitudine (come Heather per chi ha bisogno di attenzione) e per lo scoraggiamento (come Star of Bethlehem per gli shock). L’idea di fondo è che ogni fiore possieda una “vibrazione” specifica in grado di contrastare un particolare squilibrio emotivo.

La filosofia di Bach si fondava su un legame profondo tra mente e corpo. Egli ha sostenuto che la malattia è un segnale, un messaggio che il nostro “sé superiore” ci invia per indicarci che stiamo deviando dal nostro percorso di vita. I disturbi fisici, quindi, non sarebbero altro che la manifestazione ultima di stati d’animo negativi irrisolti come preoccupazione, ansia o impazienza. I rimedi floreali avrebbero il compito di aiutare l’individuo a ritrovare la propria virtù opposta e, di conseguenza, il benessere.

Nonostante la loro enorme popolarità, l’efficacia dei Fiori di Bach non è mai stata dimostrata scientificamente. Gli studi clinici controllati non hanno rilevato differenze significative tra le essenze e un placebo. Molti scienziati ritengono che i benefici riportati da innumerevoli persone siano attribuibili esclusivamente all’effetto placebo, ovvero al potere dell’autosuggestione.

D’altra parte, naturopati, floriterapeuti e milioni di utilizzatori in tutto il mondo continuano a testimoniare la loro validità. Secondo i sostenitori di questa pratica, l’insuccesso di una terapia floreale dipenderebbe spesso da una scelta errata del rimedio o dalla scarsa sensibilità dell’individuo nel percepire cambiamenti sottili. La selezione del fiore o della miscela più adatta, infatti, non è casuale: richiede un colloquio approfondito con un professionista esperto per identificare con precisione lo stato emotivo da trattare. La somministrazione classica prevede l’assunzione di quattro gocce, quattro volte al giorno, direttamente sulla lingua o diluite in acqua.

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