Isole Egadi: al via un piano di tutela della posidonia

112
Posidonia marina
Posidonia marina

È stato presentato nelle Isole Egadi un ambizioso programma di riforestazione marina, finalizzato a recuperare le preziose praterie di Posidonia oceanica. L’operazione, che vedrà la collaborazione tra l’Area Marina Protetta locale e istituti di ricerca nazionali, si propone di ripristinare uno degli ecosistemi più importanti e minacciati del nostro mare.

La Posidonia oceanica, spesso erroneamente considerata un’alga, è una vera e propria pianta superiore che svolge funzioni ecologiche cruciali. Le sue praterie sottomarine rappresentano il polmone verde del Mediterraneo, capaci di assorbire grandi quantità di anidride carbonica e di rilasciare ossigeno, contribuendo a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Questi habitat, inoltre, offrono rifugio e nutrimento a centinaia di specie marine, fungendo da “nursery” per pesci, crostacei e molluschi. Le loro radici consolidano i fondali, proteggendo le coste dall’erosione causata dal moto ondoso. Purtroppo, negli ultimi decenni, queste foreste sommerse hanno subito una drastica regressione a causa di pressioni antropiche.

Le principali minacce sono state individuate nella pesca a strascico illegale, che ara letteralmente i fondali, e negli ancoraggi selvaggi di imbarcazioni da diporto. L’ancora, quando viene gettata e salpata, strappa intere porzioni di prateria, creando ferite che impiegano decenni, se non secoli, per rimarginarsi naturalmente, data la crescita lentissima della pianta.

Il nuovo piano d’azione affronterà il problema su più fronti. La fase operativa prevede il trapianto di talee di Posidonia prelevate da aree donatrici in buona salute. Queste verranno reimpiantate in zone degradate, utilizzando tecniche innovative che ne favoriscono l’attecchimento e la crescita, come l’uso di supporti biodegradabili.

“Non si tratta semplicemente di mettere a dimora delle piante, ma di ricostruire un intero ecosistema,” ha dichiarato un biologo marino coinvolto nel progetto. “Abbiamo mappato con precisione le aree più danneggiate e interverremo con un approccio scientifico rigoroso, monitorando costantemente i risultati per ottimizzare le future operazioni.”

Parallelamente alle attività di reimpianto, verrà potenziata la sorveglianza per contrastare le pratiche illegali e saranno installati campi boe ecocompatibili per offrire alternative di ormeggio sicure e non distruttive. Sarà inoltre avviata una campagna di sensibilizzazione rivolta a diportisti, pescatori e turisti per promuovere un comportamento più rispettoso dell’ambiente marino.

Il successo di questa iniziativa nelle Egadi potrebbe fare da modello per interventi simili in altre aree del Mediterraneo, dove la perdita di Posidonia rappresenta un’emergenza ambientale. La salvaguardia di queste praterie non è solo una questione di conservazione della natura, ma una strategia fondamentale per garantire la salute del mare e il benessere delle comunità costiere che da esso dipendono.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome