È stato presentato a Villasimius il nuovo piano “LIFE Reseapro”, un ambizioso intervento per la riforestazione delle praterie di Posidonia oceanica all’interno dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara. Il programma, co-finanziato dall’Unione Europea, si pone l’obiettivo di restaurare una delle risorse più preziose del nostro mare, fondamentale per la salute dell’intero ecosistema.
Le operazioni prenderanno il via nei prossimi mesi e si avvarranno di tecnologie all’avanguardia. Droni sottomarini effettueranno una mappatura ad altissima risoluzione dei fondali per identificare le aree più idonee al reimpianto, ovvero quelle dove la posidonia è regredita ma le condizioni del substrato sono ancora favorevoli.
Successivamente, squadre di biologi marini e sommozzatori specializzati, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università di Cagliari, procederanno con la messa a dimora delle talee. Queste verranno ancorate al fondale attraverso speciali strutture biodegradabili, progettate per garantire stabilità alle giovani piante nella fase iniziale di attecchimento per poi dissolversi senza lasciare traccia.
La Posidonia oceanica, spesso erroneamente considerata un’alga, è in realtà una pianta superiore che svolge un ruolo cruciale per l’ambiente. Le sue praterie costituiscono il “polmone del Mediterraneo”, producendo ossigeno e assorbendo grandi quantità di anidride carbonica, con un’efficacia superiore a quella di molte foreste terrestri.
Inoltre, queste foreste sottomarine rappresentano un habitat insostituibile per centinaia di specie marine, tra cui pesci, molluschi e crostacei, che vi trovano cibo, riparo e aree di riproduzione. La loro presenza consolida i fondali e crea una barriera naturale che smorza la forza delle onde, proteggendo le spiagge e le coste dall’erosione.
Il progetto “LIFE Reseapro” si svilupperà su un arco temporale di cinque anni, con il traguardo di riforestare circa 50 ettari di fondale marino. Si tratta di uno degli sforzi di ripristino ambientale più significativi mai tentati nel bacino del Mediterraneo, un modello che si spera potrà essere replicato in altre aree marine degradate.
Il successo a lungo termine dell’intervento dipenderà anche dalla collaborazione di tutti. Le autorità hanno già previsto il rafforzamento dei controlli contro la pesca a strascico illegale e l’ancoraggio selvaggio, due delle principali cause della distruzione delle praterie. Parallelamente, verranno lanciate campagne di sensibilizzazione rivolte a turisti e diportisti per promuovere pratiche di fruizione del mare più rispettose e sostenibili.






















