Lupi in città: le vere cause e le false soluzioni

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Coesistenza lupo
Coesistenza lupo

In risposta alle recenti proposte di catturare i lupi avvistati vicino ai centri abitati, è fondamentale fare chiarezza per evitare di alimentare false speranze e disinformazione tra i cittadini. L’idea di spostare gli esemplari considerati problematici è stata presentata come una soluzione, ma si basa su premesse errate e irrealistiche.

Prima di tutto, il lupo rimane una specie rigorosamente protetta a livello europeo. La decisione di un’eventuale cattura non spetta a sindaci o regioni, ma segue protocolli scientifici nazionali e internazionali molto rigidi, applicabili solo in situazioni di comprovata e ripetuta problematicità. Inoltre, anche se si procedesse con il trasferimento di un branco, il risultato sarebbe solo temporaneo. Sull’Appennino, un territorio lasciato libero verrebbe rapidamente rioccupato da un altro nucleo familiare, rendendo l’intervento del tutto vano nel lungo periodo.

Contrariamente a una percezione diffusa, non è in atto un’esplosione demografica del lupo. L’ultimo monitoraggio nazionale condotto da ISPRA ha stimato una popolazione di circa 3.300 esemplari in Italia, un numero che indica la saturazione del suo areale storico. La specie è tornata nelle zone da cui era stata sterminata decenni fa, ma la sua crescita si è stabilizzata. La mortalità, spesso causata da bracconaggio, veleno e incidenti stradali, contribuisce a regolare naturalmente la densità della popolazione.

È anche inesatto affermare che il lupo preferisca predare animali d’allevamento o domestici. La sua dieta è composta per oltre il 70% da fauna selvatica, con il cinghiale come preda principale, seguito da altri ungulati. Gli attacchi al bestiame rappresentano una quota minima e avvengono quasi sempre in assenza di adeguate misure di prevenzione, come recinzioni elettrificate e cani da guardiania.

Il vero motivo per cui lupi e altri selvatici si avvicinano alle aree urbane non è un’invasione, ma una conseguenza delle attività umane. La caccia in braccata al cinghiale, ad esempio, disperde i branchi di questa preda, spingendoli verso le città in cerca di rifugio e cibo, come i rifiuti. Il lupo, di conseguenza, segue la sua fonte di sostentamento. Non esiste un pericolo per l’incolumità umana: il lupo è un animale schivo che evita attivamente il contatto con l’uomo.

Per una gestione efficace e duratura del fenomeno, è necessario agire sulle vere cause. Le soluzioni includono il divieto della caccia in braccata, una gestione più attenta dei rifiuti urbani, campagne di informazione per insegnare ai cittadini i comportamenti corretti e un sostegno concreto agli allevatori per l’adozione di misure di protezione. Queste indicazioni, in linea con il mondo scientifico e i progetti europei, promuovono una coesistenza pacifica e responsabile, abbandonando le scorciatoie basate sulla paura.

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