Italia: pompe di calore per la decarbonizzazione

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Decarbonizzazione termica
Decarbonizzazione termica

Le pompe di calore si sono affermate come una tecnologia chiave per la decarbonizzazione dei consumi termici e per la transizione energetica. Questo ruolo è stato consolidato da normative europee come la Direttiva 2023/1791, che promuove il principio “Energy Efficiency First”: gli Stati membri devono dare priorità alle misure di efficienza prima di realizzare nuove infrastrutture.

L’Italia ha recepito queste indicazioni nel suo Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), che definisce le pompe di calore come una soluzione strategica. Il piano ha previsto investimenti per circa 4,5 miliardi di euro all’anno fino al 2030 per favorirne la diffusione in ambito residenziale, industriale e nelle reti di teleriscaldamento.

L’Unione Europea punta a installare 30 milioni di nuove unità entro il 2030 per rimpiazzare gli impianti a combustibili fossili. Studi del Joint Research Centre hanno stimato che una loro adozione su larga scala potrebbe ridurre del 36% il consumo di gas e petrolio nel settore residenziale, con un taglio delle emissioni di CO₂ del 28%.

Il funzionamento si basa su un principio semplice: trasferire calore da una fonte a bassa temperatura (come l’aria esterna, il suolo o l’acqua) a un ambiente da riscaldare, utilizzando un ciclo termodinamico alimentato da energia elettrica. La maggior parte dell’energia termica prodotta viene “prelevata” gratuitamente dall’ambiente, rendendo il processo altamente efficiente.

Le fonti di calore utilizzabili sono diverse. La più comune è l’aria esterna, per la sua facilità di installazione, ma la sua resa diminuisce con il freddo intenso. Le soluzioni geotermiche, che sfruttano il calore costante del sottosuolo o dell’acqua di falda, offrono prestazioni superiori e stabili, ma richiedono investimenti iniziali più alti. Un’opzione molto vantaggiosa in ambito industriale è il recupero dei cascami termici, cioè il calore di scarto dei processi produttivi.

Un aspetto cruciale per la sostenibilità è la scelta del fluido refrigerante, la sostanza che compie il ciclo termodinamico. Le nuove normative europee (Regolamento F-gas) stanno imponendo l’abbandono dei gas fluorurati ad alto potenziale di riscaldamento globale (GWP). Si sta quindi accelerando la transizione verso refrigeranti naturali come la CO₂ (R744) e il propano (R290), che hanno un impatto climatico quasi nullo.

Le pompe di calore non sono solo una soluzione per il riscaldamento, ma una tecnologia di integrazione che connette energia elettrica e termica, valorizza risorse locali e favorisce la flessibilità della rete. Il loro sviluppo, sostenuto da atti come il Net Zero Industry Act, sarà fondamentale per raggiungere la neutralità climatica europea entro il 2050 e costruire un sistema energetico più resiliente.

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