Il territorio ferrarese avrà un nuovo, fondamentale strumento per la sua gestione e messa in sicurezza. Venerdì 23 gennaio 2026, dalle 9:30, il Polo Scientifico-Tecnologico di Ferrara ospiterà un importante convegno per la presentazione del Foglio geologico 185 “Ferrara”. Questo evento segnerà un passo cruciale per la conoscenza approfondita del sottosuolo locale.
Il lavoro fa parte del Progetto di Cartografia Geologica d’Italia (CARG), un’iniziativa di respiro nazionale coordinata dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA). L’obiettivo è realizzare una mappatura completa e aggiornata del territorio italiano alla scala 1:50.000, fornendo dati indispensabili per una pianificazione consapevole e per la mitigazione dei rischi naturali.
Il Foglio “Ferrara” è il secondo di cinque fogli finanziati per l’Emilia-Romagna in questa nuova fase del progetto. La sua realizzazione ha visto una stretta collaborazione tra ISPRA, la Regione Emilia-Romagna e un prestigioso consorzio di atenei, che include le Università di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Pavia e Milano. Questa sinergia tra ricerca scientifica e amministrazione pubblica garantisce un prodotto di altissima qualità e di immediata utilità pratica.
Ma perché una carta geologica è così importante per un’area come quella di Ferrara? La risposta risiede nella complessa natura del suo territorio. La pianura ferrarese, parte terminale del bacino del Po, è caratterizzata da dinamiche geologiche delicate, come la subsidenza, ovvero il lento ma progressivo abbassamento del suolo. Conoscere la stratigrafia del sottosuolo permette di monitorare questo fenomeno e di valutarne gli impatti su infrastrutture ed edifici.
Inoltre, la mappa fornisce informazioni essenziali per la prevenzione del rischio idrogeologico. Dettaglia la distribuzione di sabbie, argille e limi, dati che consentono di modellare con maggiore precisione il comportamento delle acque superficiali e sotterranee. Diventa così uno strumento operativo per la gestione delle piene fluviali e per la protezione delle preziose falde acquifere dall’inquinamento.
Non va dimenticato il rischio sismico. Anche se la percezione comune colloca il pericolo altrove, l’Emilia è una regione sismica. Le carte geologiche sono fondamentali per studi di microzonazione sismica, che analizzano come i terreni locali possano amplificare le onde sismiche. Queste informazioni sono vitali per aggiornare le normative edilizie e per costruire edifici più sicuri.
Il convegno del 23 gennaio non sarà solo una presentazione tecnica per addetti ai lavori. L’ambizione è quella di rendere questo patrimonio di conoscenza accessibile a tutti: amministratori pubblici, professionisti, studenti e cittadini. Comprendere il territorio in cui viviamo è il primo passo per proteggerlo e per promuovere uno sviluppo che sia davvero sostenibile, capace di conciliare le esigenze umane con gli equilibri naturali. La nuova cartografia geologica rappresenta un investimento strategico per la resilienza e il futuro della comunità ferrarese.



















