Droni pianteranno 9 milioni di alberi in Italia

59
Riforestazione droni
Riforestazione droni

È stato presentato ufficialmente il progetto ‘Appennino Verde 2030’, un’ambiziosa iniziativa nazionale che mira a contrastare il dissesto idrogeologico e la perdita di biodiversità lungo la dorsale appenninica. L’obiettivo dichiarato è la messa a dimora di 9 milioni di nuovi alberi entro la fine del decennio, utilizzando tecnologie all’avanguardia.

L’operazione, finanziata dal Ministero della Transizione Ecologica e coordinata scientificamente dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, impiegherà flotte di droni specializzati. Questa metodologia rappresenta una svolta rispetto alle tecniche tradizionali, permettendo di intervenire in modo rapido ed efficiente anche in aree impervie e difficilmente accessibili con mezzi convenzionali.

Il processo si articolerà in due fasi principali. Inizialmente, droni da ricognizione dotati di sensori Lidar mapperanno il terreno in alta definizione, identificando le micro-aree più idonee alla semina in base a parametri come l’esposizione solare, la pendenza e la composizione del suolo. Successivamente, droni ‘seminatori’ sorvoleranno le zone prescelte, sparando nel terreno delle capsule biodegradabili contenenti semi di specie arboree autoctone e un mix di nutrienti per favorirne l’attecchimento.

La scelta delle specie vegetali è stata uno degli aspetti centrali della progettazione. Non si pianteranno essenze qualunque, ma si darà priorità a specie originarie dell’ecosistema appenninico come faggi, cerri, aceri e sorbi. Questa selezione garantirà non solo una maggiore probabilità di successo della forestazione, ma contribuirà anche a ricostruire l’habitat originario, favorendo il ritorno di animali e aumentando la resilienza delle nuove aree verdi ai cambiamenti climatici e agli incendi.

Le prime operazioni sul campo sono previste per la primavera del 2025 e si concentreranno su aree pilota situate in Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo, regioni particolarmente colpite da fenomeni di erosione e spopolamento montano. Il progetto non si limiterà alla sola piantumazione: un team di ricercatori monitorerà costantemente lo stato di salute delle nuove piante attraverso immagini satellitari e controlli sul campo, valutando l’impatto ecologico dell’intervento nel tempo.

‘Appennino Verde 2030’ non è solo un progetto di recupero ambientale, ma un vero e proprio investimento sul futuro del nostro territorio. Oltre all’assorbimento di tonnellate di CO2, i nuovi boschi creeranno corridoi ecologici vitali, miglioreranno la qualità dell’acqua e ridurranno drasticamente il rischio di frane e alluvioni. L’iniziativa si propone come un modello replicabile su scala europea, dimostrando come l’innovazione tecnologica possa diventare il principale alleato nella tutela e nel ripristino del nostro capitale naturale.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome