Baleari: boe smart per proteggere la posidonia

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Posidonia protetta
Posidonia protetta

Il governo delle Isole Baleari ha lanciato un ambizioso progetto per la salvaguardia delle praterie di Posidonia oceanica, un ecosistema fondamentale per la salute del Mediterraneo. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con enti di ricerca europei, si concentra sulla lotta all’ancoraggio illegale, una delle principali minacce per queste delicate piante marine.

Il cuore del sistema è una rete di boe intelligenti, posizionate strategicamente nelle aree marine protette di Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera. Questi dispositivi, alimentati a energia solare, sono equipaggiati con sensori acustici e GPS ad alta precisione, in grado di rilevare la posizione e l’attività delle imbarcazioni da diporto nelle vicinanze. I dati raccolti vengono trasmessi in tempo reale a un centro di controllo operativo.

Quando un’imbarcazione getta l’ancora su un fondale di posidonia, il sistema invia immediatamente un allarme automatico. La notifica raggiunge sia la capitaneria di porto sia direttamente il comandante dell’imbarcazione tramite un’applicazione mobile dedicata. Questo intervento tempestivo ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di reazione, invitando i diportisti a spostarsi in aree di ormeggio consentite o su fondali sabbiosi, prima che l’ancora e la catena possano arare e distruggere la prateria.

Le praterie di Posidonia oceanica non sono semplici alghe, ma piante superiori che svolgono un ruolo cruciale. Producono ossigeno, assorbono grandi quantità di anidride carbonica, consolidano i fondali contrastando l’erosione costiera e offrono rifugio a centinaia di specie marine. La loro distruzione, spesso causata da pratiche di ancoraggio inconsapevoli, rappresenta una perdita irreparabile per la biodiversità e un danno per l’equilibrio climatico.

Il progetto ha già mostrato risultati incoraggianti nei suoi primi mesi di operatività. Le autorità locali hanno registrato una diminuzione di oltre il 70% degli incidenti legati all’ancoraggio selvaggio nelle zone pilota. L’efficacia del sistema ha attirato l’interesse di altre regioni costiere del Mediterraneo, come la Sardegna e la Costa Azzurra, che stanno valutando l’adozione di tecnologie simili per proteggere i loro preziosi ecosistemi marini.

Il successo dell’iniziativa dimostra come l’innovazione tecnologica, se applicata con una chiara visione ambientale, possa diventare uno strumento potentissimo per la conservazione. Il futuro della posidonia, e con essa della salute del nostro mare, dipenderà sempre più da soluzioni integrate che uniscano monitoraggio, educazione e un quadro normativo efficace.

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