Spreco: a Oristano la frutta scartata diventa risorsa

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Spreco alimentare
Spreco alimentare

Da un’esperienza di volontariato in Mozambico a un’impresa sostenibile in Sardegna. È la storia di Emanuele Pinna Massa e Francesca Bina, una giovane coppia che a Oristano ha fondato “Nostos”, un laboratorio artigianale nato per combattere lo spreco alimentare. La loro missione è recuperare la frutta che il mercato rifiuta solo per questioni estetiche, trasformandola in una risorsa preziosa.

L’idea ha preso forma dopo il loro rientro in Italia. In Africa, lavorando a stretto contatto con le comunità rurali, avevano appreso l’importanza di non sprecare nulla, una lezione di saggezza pratica dove ogni prodotto, anche se ammaccato o di forma insolita, veniva pienamente utilizzato. Hanno quindi deciso di applicare questo principio all’abbondanza spesso sprecata del mondo occidentale, dove tonnellate di cibo perfettamente commestibile finiscono tra i rifiuti a causa di rigidi standard estetici.

Nostos si basa su un modello di economia circolare a chilometro zero. Emanuele e Francesca hanno stretto accordi con produttori locali e mercati ortofrutticoli dell’oristanese per ritirare, a prezzi vantaggiosi, la merce classificata come “invendibile”. Questa materia prima, accuratamente selezionata e lavorata nel loro laboratorio, viene trasformata in marmellate e composte di alta qualità, vendute poi con il marchio Nostos.

Il nome stesso, che in greco antico significa “ritorno”, simboleggia un ritorno a un consumo più consapevole e al valore autentico del cibo, al di là delle apparenze. L’azienda dimostra concretamente che un alimento “brutto” non è sinonimo di bassa qualità, ma può anzi nascondere un gusto eccellente e rappresentare un’opportunità per un’economia più giusta e rispettosa dell’ambiente. La commercializzazione avviene principalmente tramite il canale online, raggiungendo così clienti in tutta Italia sensibili a queste tematiche. Il progetto Nostos non è solo un’attività imprenditoriale, ma un messaggio culturale contro la cultura dello scarto.

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