Porto di Genova: robot per le ispezioni sicure

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Robotica portuale
Robotica portuale

La trasformazione dei porti in infrastrutture intelligenti e resilienti è una delle sfide cruciali per il futuro della logistica e della sicurezza. Questi non sono semplici snodi commerciali, ma ecosistemi complessi dove convivono persone, mezzi e merci, rendendo la tutela dei lavoratori e l’efficienza operativa delle priorità assolute.

In questo scenario si inserisce il progetto RAISE (Robotics and AI for Socio-economic Empowerment), che con il suo Spoke 4 sta guidando l’evoluzione dello scalo genovese. L’obiettivo è sviluppare soluzioni avanzate per la sicurezza e l’automazione, integrando competenze di robotica, percezione artificiale e analisi dei dati per supportare gli operatori portuali.

Tra le innovazioni più significative spicca l’impiego di robot quadrupedi intelligenti, progettati per eseguire ispezioni in aree ad alto rischio. Questi agili dispositivi possono muoversi con precisione in ambienti complessi come stive navali, banchine e zone di stoccaggio, superando ostacoli e superfici irregolari. Il loro utilizzo permette di raccogliere informazioni dettagliate senza esporre il personale a pericoli, potenziando l’efficacia del lavoro umano.

Grazie a sensori avanzati e algoritmi di intelligenza artificiale, i robot sono in grado di analizzare l’ambiente in tempo reale, rilevare anomalie e creare mappe tridimensionali, fondamentali per prendere decisioni rapide e informate. Il contributo scientifico determinante arriva dal laboratorio RICE (Robots and Intelligent systems for Citizens and the Environment) del DIBRIS – Università di Genova, che traduce la ricerca in strumenti concreti.

Il progetto rappresenta un eccellente esempio di sinergia tra mondo accademico, istituzioni e imprese. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha infatti avviato una collaborazione ufficiale con l’Università di Genova, mentre la società Ignazio Messina & C. ha messo a disposizione i propri terminal per le attività di sperimentazione, confermando l’importanza strategica della sicurezza sul lavoro.

Antonio Sgorbissa, responsabile del RICE Lab, ha spiegato: «Utilizziamo un robot quadrupede per ispezionare aree potenzialmente pericolose, come le stive dopo mareggiate o zone con container sensibili. Il robot mappa l’ambiente e decide dove osservare». Esiste anche una modalità immersiva che permette a un operatore, tramite un visore, di vedere attraverso gli occhi del dispositivo, agendo a distanza di sicurezza.

Il sistema funziona secondo due modalità complementari. In autonomia, il robot esplora e analizza lo spazio, generando dati per la valutazione delle infrastrutture. In modalità teleoperata immersiva, l’operatore umano mantiene il pieno controllo decisionale, beneficiando di una percezione aumentata che rende le operazioni più veloci e sicure.

L’intelligenza artificiale è il cuore di questa tecnologia, consentendo al sistema di adattarsi, pianificare percorsi ottimali e anticipare criticità. Le attività dello Spoke 4 di RAISE dimostrano che la robotica avanzata non è più uno scenario futuribile, ma uno strumento già disponibile per migliorare la sicurezza e ottimizzare i processi.

L’esperienza del porto ligure conferma che l’innovazione è una necessità strategica. L’adozione di queste tecnologie offre vantaggi tangibili, dalla riduzione dei rischi operativi all’aumento dell’efficienza logistica, trasformando il presente e il futuro della gestione portuale.

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