Uccelli: svelato il mistero del canto mattutino

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Coro dell'alba
Coro dell'alba

Il canto degli uccelli che esplode alle prime luci del giorno, noto come “coro dell’alba”, è un fenomeno affascinante che la scienza studia da tempo. Diverse teorie hanno provato a spiegarlo: alcuni sostengono che l’aria umida del mattino favorisca la propagazione del suono, altri che sia un modo per impiegare il tempo quando c’è ancora poca luce per cercare cibo o per marcare il territorio.

Nessuna di queste ipotesi, però, è mai stata del tutto soddisfacente. Una nuova e convincente prospettiva arriva ora da uno studio condotto in Corea del Sud. I ricercatori del Korea Brain Research Institute, guidati da Satoshi Kojima, hanno osservato il comportamento dei diamanti mandarini, proponendo un meccanismo inedito basato su un preciso stimolo ambientale.

La loro teoria suggerisce che il buio della notte non sia un periodo passivo, ma agisca attivamente come un inibitore del canto. Anche se gli uccelli sono già svegli, un meccanismo biologico impedisce loro di vocalizzare. Durante queste ore di “silenzio imposto”, la motivazione a cantare si accumula progressivamente, come una molla che si carica in attesa di essere rilasciata.

L’esperimento in laboratorio ha confermato questa idea. Manipolando l’orario dell’alba artificiale, gli scienziati hanno notato che ritardare l’arrivo della luce di tre ore spingeva i diamanti mandarini a cantare con un’intensità notevolmente superiore. Al contrario, anticipare l’alba produceva vocalizzazioni più deboli, dimostrando che l’esplosione canora è proporzionale alla durata del buio precedente.

Appena il primo raggio di sole colpisce gli occhi dell’uccello, il “freno” inibitorio biologico viene meno e l’impulso accumulato si scatena in tutta la sua potenza. A questa spiegazione principale si aggiunge un’ipotesi secondaria: il canto intenso potrebbe servire anche come un vigoroso esercizio fisico per compensare l’inattività notturna e riattivare il corpo in preparazione delle attività diurne.

Questa scoperta non solo risolve un vecchio enigma dell’etologia, ma solleva anche importanti questioni ambientali. L’inquinamento luminoso, sempre più pervasivo, potrebbe interferire con questo delicato equilibrio, alterando i ritmi naturali e compromettendo la comunicazione e la salute degli uccelli. Proteggere l’oscurità notturna diventa quindi fondamentale anche per la salvaguardia del loro complesso linguaggio.

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