Trump vuole la Groenlandia, minacce all’Europa

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Tensioni Groenlandia
Tensioni Groenlandia

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha inviato una lettera ufficiale alla Norvegia per lamentare il mancato conferimento del Premio Nobel per la Pace a suo nome. Il documento, emerso a un anno esatto dal suo ritorno alla Casa Bianca il 20 gennaio, ha innescato una grave crisi diplomatica.

Nei passaggi più controversi, Trump ha collegato esplicitamente la sua politica estera al riconoscimento del Comitato di Oslo. “Considerando che il tuo Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace, non mi sento più obbligato a pensare puramente alla pace”, si legge nella missiva, una frase interpretata da molte cancellerie come una minaccia velata.

L’azione si inserisce in un quadro di politica estera aggressiva che ha caratterizzato questo nuovo mandato presidenziale. Le rivendicazioni su presunti successi nel fermare conflitti internazionali sono state ampiamente considerate propaganda, prive di benefici concreti per le popolazioni civili, come dimostrano le crisi irrisolte in diverse aree del mondo.

Al centro delle nuove tensioni si trova la Groenlandia. L’interesse di Trump per l’isola danese non è nuovo, ma ora è sostenuto da una strategia più assertiva. L’obiettivo non è solo strategico-militare, ma soprattutto economico: la Groenlandia, il cui ecosistema è reso sempre più fragile dallo scioglimento dei ghiacci, custodisce immense risorse naturali e terre rare, fondamentali per le tecnologie del futuro. Il controllo dell’isola significherebbe il dominio su una delle frontiere ambientali e geopolitiche più delicate del pianeta.

In un’intervista a Nbc News, Trump ha sviato le domande dirette, attaccando l’Europa: “L’Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra tra Russia e Ucraina, perché francamente si vede a cosa li ha portati, e non sulla Groenlandia”.

Per piegare la resistenza europea, e in particolare quella danese, l’amministrazione Usa ha riattivato lo strumento dei dazi commerciali. Sono state annunciate misure punitive contro diversi prodotti europei e minacce dirette sono state rivolte anche a Regno Unito e Norvegia, Paesi esterni all’Unione ma legati a essa da stretti accordi commerciali. L’Italia, pur cercando un dialogo separato, rimane esposta ai rischi di un mercato unico sotto attacco.

La reazione dell’Unione europea è stata frammentata. La Francia ha chiesto una risposta ferma, mentre la Germania ha invitato alla prudenza. Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha definito i contro-dazi “la risposta peggiore possibile”. Da parte loro, Danimarca e Groenlandia hanno proposto di coinvolgere la Nato. “È importante dimostrare a Donald Trump che questo non è il modo di procedere”, ha dichiarato il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen.

Il culmine della tensione è stato raggiunto quando, durante una conferenza stampa, a una domanda diretta sulla possibilità di un intervento militare per acquisire il controllo della Groenlandia, il presidente Trump ha risposto con un secco: “No comment”. Una replica che lascia aperti scenari inquietanti per il futuro dell’Artico e gli equilibri mondiali.

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