Scuole: 1 istituto su 10 non ha riscaldamento

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Scuole fredde
Scuole fredde

Un recente sondaggio, condotto a gennaio al rientro dalle vacanze natalizie, ha fatto emergere un dato allarmante: otto studenti su dieci, tra scuole medie e superiori, hanno dichiarato di aver sofferto il freddo nelle proprie aule. Un’affermazione che non rappresenta un capriccio adolescenziale, ma la spia di un problema strutturale ben più profondo e diffuso nel patrimonio edilizio scolastico italiano.

A confermare la percezione dei ragazzi sono i numeri ufficiali. Stando ai dati del Ministero dell’Istruzione, aggiornati a fine 2025, l’1,5% delle scuole del Paese non risulta dotato di un impianto di riscaldamento registrato. A questa cifra, già preoccupante, si aggiunge un ulteriore 8,7% di istituti per i quali non è disponibile alcuna informazione in merito, una “zona grigia” che nasconde probabilmente situazioni di grave incuria.

La somma di questi dati porta a una stima sconcertante: quasi il 10% dei circa 40.000 edifici scolastici nazionali, ovvero circa 4.000 strutture, è di fatto privo di un sistema di riscaldamento adeguato o addirittura esistente. Questo significa che centinaia di migliaia di alunni e personale scolastico sono costretti a trascorrere le fredde giornate invernali in ambienti insalubri e inadatti all’apprendimento.

Il fenomeno non è distribuito in modo omogeneo sul territorio nazionale, ma accentua il divario tra Nord e Sud. Se la media nazionale è già critica, i dati diventano drammatici nelle regioni meridionali. In Campania e Calabria, ad esempio, la percentuale di scuole senza riscaldamento schizza a circa il 30%. Una scuola su tre, in queste aree, è una struttura gelida che non può garantire il diritto fondamentale a un ambiente di studio confortevole e sicuro.

Questa carenza non è solo una questione di comfort, ma rappresenta un grave problema di efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Molti di questi edifici sono veri e propri “colabrodi energetici”: strutture vecchie, con infissi inadeguati e prive di isolamento termico, che disperdono calore e sprecano enormi quantità di energia. Anche dove gli impianti esistono, spesso sono obsoleti e altamente inquinanti, contribuendo a un inutile sperpero di denaro pubblico e a un aumento delle emissioni di CO2.

Le conseguenze sulla salute e sul rendimento degli studenti sono dirette. Il freddo costante aumenta il rischio di malattie da raffreddamento e compromette la capacità di concentrazione, minando la qualità della didattica. È indispensabile e urgente avviare un piano nazionale di riqualificazione energetica dell’edilizia scolastica, utilizzando le risorse disponibili per modernizzare gli impianti, installare cappotti termici e sostituire i vecchi serramenti.

Intervenire non significa solo garantire il benessere degli studenti, ma anche compiere una scelta strategica per l’ambiente e per le finanze pubbliche. Rendere le scuole più efficienti dal punto di vista energetico ridurrebbe l’impatto ambientale e abbatterebbe i costi in bolletta, liberando risorse da reinvestire nella qualità dell’istruzione. La transizione ecologica del Paese deve partire proprio dai luoghi dove si formano i cittadini di domani.

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