Italia: la guida ai coloranti alimentari naturali

69
Coloranti naturali
Coloranti naturali

Modificare il colore di un cibo non richiede necessariamente l’uso di additivi chimici. Esistono infatti numerose alternative provenienti dal mondo vegetale e minerale, come melograno, barbabietola, curcuma e carote, disponibili sia come succo fresco sia in polvere.

L’impiego di questi elementi ha un obiettivo primario: migliorare l’aspetto estetico dei prodotti alimentari. Questo fattore si è rivelato spesso determinante nelle decisioni di acquisto, poiché un colore accattivante o un contrasto visivo ben studiato può fare la differenza. Le strategie di marketing delle aziende alimentari si concentrano molto su questo aspetto per rendere un prodotto più appetibile.

Il gruppo più vasto di coloranti deriva da frutta e verdura. La curcumina, estratta dalla radice di curcuma, è responsabile del suo caratteristico colore giallo intenso. Viene impiegata in piatti come il curry, ma anche in dolci, bevande e integratori, ed è nota per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

La clorofilla è il pigmento che dona il colore verde alle piante. Oltre al suo utilizzo come colorante, possiede qualità nutritive e medicinali, e in alcuni prodotti viene aggiunta per le sue presunte capacità detossificanti.

Dalla barbabietola si estrae la betaina, il pigmento rosso usato per succhi, yogurt, gelati e dolci, anch’esso un potente antiossidante. Gli antociani, invece, sono una famiglia di pigmenti responsabili delle tonalità blu, viola e rosso scuro presenti in mirtilli, ciliegie, uva e melanzane. Anche questi composti sono apprezzati per le loro virtù antiossidanti. Infine, i carotenoidi, come il beta-carotene di carote e zucche, forniscono colorazioni calde che vanno dal giallo all’arancione.

Anche dal mondo animale si ricavano alcuni coloranti. Il più noto è il carminio, un pigmento rosso estratto dall’insetto Dactylopius coccus. Sebbene il suo uso sia secolare, la sua origine è stata oggetto di controversie. Viene comunemente aggiunto a bevande, yogurt, caramelle e gelati.

Un altro esempio è il nero di seppia, ricavato dalla sacca d’inchiostro del mollusco e tradizionalmente impiegato per condire pasta e risotti. Meno comune come colorante ma diffuso come agente lucidante è lo shellac, una resina prodotta da un insetto tropicale, usata per rivestire dolci, frutta e pillole.

Infine, esistono coloranti di origine minerale. L’ossido di ferro, per esempio, viene utilizzato per conferire tonalità rossastre, marroni o gialle in alcuni alimenti e cosmetici, grazie alla sua stabilità e sicurezza. La terra di Siena, un pigmento giallo-ocra estratto dal suolo, trova impiego occasionale per donare una sfumatura dorata a confetture e marmellate.

Scegliere queste alternative non solo permette di evitare composti di sintesi potenzialmente dannosi, ma consente anche di arricchire la propria dieta con sostanze che apportano reali benefici per la salute.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome