Milano: bar a rifiuti zero blocca i rincari

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Sostenibilità urbana
Sostenibilità urbana

Nel cuore di Milano, in via De Amicis, un’attività commerciale ha lanciato una sfida concreta al caro-prezzi, dimostrando che un’alternativa non solo è possibile, ma anche profittevole. Mentre la maggior parte dei bar del centro ha dovuto fare i conti con affitti esorbitanti e l’aumento delle tasse sui rifiuti (TARI), il Port Noy Café ha scelto una strada diversa, basata sulla sostenibilità ambientale.

Di fronte all’impennata dei costi della materia prima, come il caffè, la reazione più comune è stata quella di scaricare l’aumento sui consumatori, portando il prezzo di una tazzina a 1,30 o persino 1,50 euro. Una spirale di rincari che sembrava inarrestabile, giustificata come unica via per mantenere a galla le attività. Il Port Noy ha però smentito questa narrazione, mantenendo il costo dell’espresso al banco a solo 1 euro.

Il segreto non risiede in un sacrificio economico, ma in una radicale riorganizzazione dei processi in chiave ecologica. La gestione del locale ha implementato un rigoroso programma ‘rifiuti zero’ con l’obiettivo di abbattere i costi operativi legati allo smaltimento. Questa strategia si è rivelata la chiave per assorbire gli aumenti esterni senza intaccare il listino prezzi per i clienti.

Le azioni intraprese sono state concrete e misurabili. In primo luogo, è stata eliminata tutta la plastica monouso: via palette, bicchierini e coperchi non riutilizzabili. Le bustine di zucchero sono state sostituite da dispenser, riducendo drasticamente i rifiuti indifferenziati. Inoltre, è stato introdotto un sistema di compostaggio per tutti gli scarti organici, in particolare i fondi di caffè, che vengono poi conferiti a progetti di agricoltura urbana locali. La filiera di approvvigionamento è stata riconvertita, privilegiando fornitori a chilometro zero che consegnano i prodotti in contenitori riutilizzabili, azzerando l’impatto degli imballaggi.

I risultati sono stati sorprendenti. La drastica riduzione dei rifiuti prodotti ha portato a un crollo della tassa comunale sullo smaltimento, generando un risparmio economico significativo. Questi fondi, invece di finire in discarica, hanno permesso al bar di non ritoccare il prezzo dell’espresso, nonostante il costo del caffè all’ingrosso sia aumentato per tutti.

La risposta del pubblico è stata entusiasta. La combinazione di un prezzo onesto e di un chiaro impegno ambientale ha funzionato come un potente magnete per la clientela. Il numero di consumazioni è aumentato, non solo per il caffè al banco, ma anche per il servizio al tavolo (dove un espresso costa 1,50 euro) e per gli aperitivi. L’incremento del volume di affari ha più che compensato il mancato adeguamento dei prezzi, aumentando i ricavi complessivi.

L’esperienza del Port Noy Café è diventata un caso di studio per l’economia circolare applicata alla ristorazione. Ha dimostrato che la sostenibilità non è un lusso per pochi, ma uno strumento strategico per costruire un business resiliente e competitivo. Un modello che unisce vantaggio economico, responsabilità sociale e rispetto per l’ambiente, indicando una via percorribile per contrastare i rincari a beneficio di tutti.

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