Amianto sui traghetti: Ferrovie condannate a Messina

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Sentenza amianto
Sentenza amianto

Il Tribunale di Messina ha condannato le Ferrovie dello Stato al risarcimento dei danni per la morte di un operaio tecnico, deceduto a causa di un mesotelioma provocato dall’inalazione di fibre di amianto. La pronuncia rappresenta un’importante vittoria legale per l’avvocato Ezio Bonanni e l’Osservatorio Nazionale Amianto, che hanno seguito il caso.

La sentenza è giunta al termine di un iter giudiziario durato quasi nove anni, caratterizzato da complessi accertamenti tecnici. La vittima era un motorista navale che ha lavorato per decenni sui traghetti adibiti all’attraversamento dello Stretto di Messina, in particolare nella sala macchine, un ambiente contaminato da materiali isolanti contenenti amianto.

«La malattia è stata causata dall’attività lavorativa», ha affermato l’avvocato Bonanni. «In quegli spazi ristretti e privi di adeguata ventilazione, per anni le fibre si sono disperse nell’aria senza che venissero adottate misure di protezione efficaci. Una condizione che ha esposto centinaia di operatori a un rischio elevatissimo, spesso senza che ne fossero pienamente consapevoli».

Nel corso del procedimento sono state determinanti la consulenza tecnica medico-legale dell’Osservatorio Nazionale Amianto e le testimonianze raccolte. Questi elementi hanno permesso di ricostruire con precisione l’ambiente di lavoro e di stabilire il nesso causale tra l’attività svolta dall’uomo e la patologia che lo ha portato alla morte all’età di 68 anni, dopo un lungo periodo di sofferenza.

Il risarcimento complessivo previsto dalla sentenza ammonta a circa 1,2 milioni di euro, destinato agli eredi. L’importo copre sia il danno maturato dal lavoratore prima del decesso sia quello subito dai familiari per la perdita del congiunto. Il Tribunale ha inoltre riconosciuto la responsabilità datoriale per la mancata prevenzione e per l’assenza di informazioni sui rischi. Alla vedova era già stata riconosciuta in precedenza una rendita INAIL.

Questo pronunciamento assume una forte valenza ambientale e sociale. L’uso massiccio di amianto nei trasporti pubblici rappresenta una delle pagine più controverse della storia industriale italiana. La sentenza rafforza il principio secondo cui la tutela dell’ambiente e quella della salute dei lavoratori sono due facce della stessa medaglia, dimostrando come le conseguenze di un ambiente di lavoro contaminato possano emergere anche a distanza di decenni.

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