I leader di nove nazioni europee, tra cui Germania, Francia e Regno Unito, si sono incontrati ad Amburgo per siglare un’importante alleanza sull’energia rinnovabile. L’intesa mira a trasformare il Mare del Nord in un gigantesco hub di produzione di energia eolica offshore, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica del continente.
L’impegno concreto prevede la realizzazione di progetti congiunti per una capacità totale di 100 gigawatt (GW). Questo vertice, il secondo dopo quello tenutosi in Danimarca nel 2022 in piena crisi energetica, ha definito azioni e scadenze precise per accelerare gli investimenti, collegare le reti elettriche transfrontaliere e proteggere le infrastrutture critiche da ogni tipo di minaccia.
L’accordo di Amburgo si inserisce in una strategia più ampia. Già nel 2023, i Paesi dell’area avevano concordato un obiettivo a lungo termine di 300 GW di capacità eolica offshore entro il 2050. Il governo tedesco ha espresso l’ambizione di trasformare il Mare del Nord nella “più grande riserva di energia pulita al mondo”, un progetto supportato da iniziative europee come le “Autostrade dell’energia”.
La spinta verso l’eolico non è solo ambientale, ma soprattutto strategica. Dopo aver ridotto la dipendenza dal gas russo a seguito dell’invasione dell’Ucraina, l’Europa si trova ora di fronte a una crescente dipendenza dal gas naturale liquefatto (GNL) importato, in gran parte dagli Stati Uniti. I dati mostrano che le importazioni di GNL statunitense verso l’UE sono quadruplicate dal 2021, raggiungendo circa 81 miliardi di metri cubi nel 2023.
Questa nuova vulnerabilità è al centro delle preoccupazioni. Secondo le analisi, se gli attuali accordi di fornitura verranno confermati, nel 2030 l’Unione Europea potrebbe dipendere dagli USA per quasi l’80% delle sue importazioni di GNL. I leader europei vedono nell’energia prodotta internamente l’unica vera alternativa per evitare di sostituire una dipendenza con un’altra e proteggersi dalla volatilità dei mercati globali.
La determinazione europea contrasta nettamente con le posizioni espresse di recente da figure politiche internazionali scettiche verso le rinnovabili. Tali affermazioni sono state smentite dai fatti: la Cina, ad esempio, sta dominando il settore. Pechino ospita nella provincia di Gansu uno dei parchi eolici più grandi del mondo e nel solo 2023 ha rappresentato quasi il 40% della produzione eolica mondiale.
Il messaggio del vertice di Amburgo è stato chiaro: la promozione delle rinnovabili è una questione di interesse nazionale e di sovranità continentale. “Stiamo permettendo all’Europa di scendere dalle montagne russe dei combustibili fossili”, hanno dichiarato fonti della Commissione, sottolineando come questa transizione garantirà al continente un’abbondanza energetica sicura e autogestita.





















