La Commissione europea ha fissato per il prossimo 27 gennaio a Bruxelles un importante workshop internazionale incentrato sulla nuova proposta di Direttiva sul monitoraggio del suolo (Soil Monitoring Law). L’evento, denominato “TAIEX-EIR Flagship workshop”, si propone come un momento di confronto strategico tra esperti e decisori politici dei Paesi membri per discutere le future politiche comunitarie dedicate alla protezione di questa risorsa fondamentale e non rinnovabile.
L’incontro rappresenta un passo cruciale nel percorso legislativo avviato dall’Unione europea per dotarsi, per la prima volta, di un quadro normativo specifico per la salute dei terreni. Fino ad oggi, a differenza di acqua e aria, il suolo non ha beneficiato di una legislazione dedicata a livello comunitario, una lacuna che la nuova direttiva mira a colmare. L’obiettivo è stabilire criteri comuni per il monitoraggio delle condizioni del suolo in tutta l’Ue e definire pratiche di gestione sostenibile.
Al centro del dibattito ci saranno temi di massima urgenza ambientale, come il degrado, la desertificazione, la contaminazione e, soprattutto, il “consumo di suolo”. Quest’ultimo fenomeno, noto anche come “land take”, si riferisce alla progressiva copertura di aree naturali e agricole con cemento e asfalto per l’espansione urbana e infrastrutturale. Un processo che riduce la biodiversità, compromette la capacità dei terreni di assorbire CO2 e immagazzinare acqua, e minaccia la sicurezza alimentare.
L’Italia parteciperà attivamente alla discussione con un intervento di alto profilo. Michele Munafò, Responsabile del Servizio per il sistema informativo nazionale ambientale dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), presenterà un contributo intitolato “From land take monitoring to land take mitigation”. Il suo intervento si concentrerà sulle metodologie per passare dalla semplice osservazione del fenomeno del consumo di suolo a strategie concrete per la sua mitigazione e riduzione, un’area in cui l’esperienza italiana può offrire spunti preziosi.
Il workshop di Bruxelles non sarà solo una vetrina per le buone pratiche, ma anche un laboratorio per costruire una visione condivisa. Attraverso sessioni di lavoro e scambi di esperienze, i partecipanti cercheranno di identificare le sfide e le opportunità legate all’implementazione della futura direttiva. Si lavorerà per definire un approccio armonizzato che consenta a tutti gli Stati membri di raggiungere l’obiettivo di avere suoli sani entro il 2050, in linea con le ambizioni del Green Deal europeo.
La protezione del suolo è una sfida globale che richiede una risposta coordinata e decisa. L’iniziativa della Commissione europea segna una svolta importante, riconoscendo il suolo non solo come un supporto per l’agricoltura, ma come un ecosistema complesso e vitale, indispensabile per l’equilibrio climatico, la salute umana e la prosperità futura del continente.





















