Una segnalazione cittadina ha attivato i volontari dell’ENPA di Savona, che sono intervenuti con urgenza nei pressi del cimitero di Zinola. A terra, in evidente stato di sofferenza, hanno trovato una gazza (Pica pica) incapace di muoversi e di spiccare il volo. L’esemplare giaceva inerme, mostrando una chiara sintomatologia che ha subito preoccupato i soccorritori.
Al momento del recupero, l’uccello manifestava movimenti scoordinati e posture del tutto anomale, sintomi inequivocabili di una grave compromissione a livello neurologico. La diagnosi più probabile, avanzata fin dai primi istanti, è stata quella di un trauma cranico severo, conseguenza di un violento impatto. Incidenti di questo tipo sono purtroppo molto frequenti per l’avifauna che popola le nostre città, spesso vittima di collisioni con veicoli o superfici vetrate.
Data l’estrema criticità del quadro clinico, i volontari hanno disposto il trasferimento immediato al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) provinciale. Qui, il personale veterinario ha effettuato una valutazione approfondita che ha confermato la gravità della situazione. Lo stato neurologico dell’esemplare risultava fortemente alterato, costringendo i sanitari a definire la prognosi come strettamente riservata.
A seguito del consulto specialistico, è stata avviata una terapia intensiva, studiata appositamente per gestire i traumi da impatto nei volatili. Il protocollo ha incluso la somministrazione di farmaci specifici per ridurre l’edema cerebrale e supportare le funzioni vitali, associata a un monitoraggio costante dei parametri neurologici. Le prime quarantotto ore sono state decisive: la sopravvivenza della gazza è dipesa interamente dalla tempestività della segnalazione e dalla continuità delle cure fornite senza sosta.
Con il passare dei giorni, la gazza ha finalmente iniziato a mostrare i primi, incoraggianti segnali di miglioramento. Il recupero delle funzioni neurologiche è stato un processo lento ma costante, che ha portato l’animale a riacquistare progressivamente coordinazione e vitalità. Dopo un adeguato periodo di degenza e riabilitazione, i veterinari hanno accertato la sua completa stabilizzazione clinica e la sua piena idoneità a tornare in natura.
Il momento del rilascio è stato gestito con particolare attenzione. L’esemplare è stato liberato esattamente nella stessa area in cui era stato trovato, nei pressi di Zinola. Questa procedura non è casuale ma rappresenta un passaggio cruciale per specie come la gazza, che sono caratterizzate da una spiccata territorialità. Riportare un individuo nel suo ambiente d’origine riduce drasticamente lo stress da disorientamento, previene conflitti potenzialmente letali con altri conspecifici e massimizza le sue probabilità di sopravvivenza e reintegrazione nel gruppo sociale.
Questa storia a lieto fine dimostra ancora una volta il valore inestimabile della collaborazione tra cittadini, volontari e professionisti. La prontezza della segnalazione, l’efficienza dell’intervento sul campo e l’alta competenza veterinaria del CRAS sono stati gli elementi chiave di questo successo. Ogni animale selvatico recuperato e restituito al suo habitat è il risultato tangibile di una rete di protezione che opera con dedizione per la tutela della biodiversità urbana, un patrimonio prezioso ma estremamente fragile.





















