Agricoltura sociale: finanziati 5 nuovi progetti

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Agricoltura sociale
Agricoltura sociale

L’iniziativa “Coltiviamo agricoltura sociale” ha celebrato il suo decimo anniversario, confermando il suo ruolo cruciale nel coniugare sostenibilità e inclusione. Il progetto, nato dalla collaborazione tra Confagricoltura, Reale Foundation e Senior L’età della Saggezza Onlus, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura e il contributo di Unioncamere, ha premiato cinque nuove realtà imprenditoriali che si sono distinte per il loro impatto positivo sul territorio.

L’agricoltura sociale rappresenta un modello che trasforma la fragilità in una risorsa, offrendo opportunità lavorative e dignità a persone vulnerabili. Queste imprese non si limitano a coltivare la terra, ma costruiscono percorsi di integrazione per individui con disabilità, rifugiati, donne vittime di violenza e giovani in difficoltà, rafforzando il tessuto sociale e l’economia locale.

In dieci anni di attività, il bando ha erogato 1,2 milioni di euro a fondo perduto, valutando 728 proposte e finanziando 33 progetti che sono oggi pienamente operativi. Un bilancio che dimostra il successo di un’agricoltura etica e multifunzionale, capace di unire profitto e valore per la collettività.

Per l’edizione del decennale sono stati assegnati 160.000 euro. L’Azienda Agricola Abellonio Roberto di Alba (CN) ha ricevuto 40.000 euro per un progetto che integra persone fragili nella produzione di un vino solidale. Stesso importo è andato all’Azienda vivaistica Tammaro di Pozzuoli (NA), che con il “Vivaio sociale” aiuta ragazzi con disabilità a sviluppare autonomia attraverso la cura delle piante. La Fondazione F.lli Navarra (FE) realizzerà “L’Orto dell’Inclusione”, un orto accessibile gestito da studenti con fragilità.

Un premio speciale da 20.000 euro è stato conferito all’azienda agricola Tirollallà di Santa Croce Camerina (RG), che promuove l’inclusione lavorativa di immigrati nella coltivazione sostenibile di frutti di bosco a residuo zero. Infine, Ventotenemia APS ha vinto 20.000 euro per il progetto “L’agricoltura non ISOLA” a Ventotene (LT), che recupera antiche colture di ulivi e capperi coinvolgendo giovani e immigrati e valorizzando il paesaggio.

Guardando al futuro, esponenti come Marco Berardo Di Stefano, presidente della Rete Fattorie Sociali, hanno sottolineato la necessità di una nuova visione strategica. Le leve per rendere il settore sempre più centrale nello sviluppo sostenibile saranno l’innovazione, la creazione di reti territoriali e l’adozione di politiche strutturali. È emersa anche la proposta di istituire un marchio specifico per valorizzare i prodotti delle fattorie sociali sul mercato, rendendole più competitive.

Come ha affermato Angelo Santori, presidente di Senior-L’Età della Saggezza, “quando una comunità investe nelle persone più fragili, non cresce solo chi viene aiutato, ma l’intero territorio”. Un principio che riassume l’essenza di un modello agricolo che coltiva futuro e solidarietà.

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