Il cioccolato si è rivelato uno degli alimenti più soggetti a spreco nelle nostre case. Il motivo principale risiede in una cattiva gestione delle scorte, spesso accumulate in eccesso durante i mesi più freddi, e in una conoscenza insufficiente delle corrette tecniche di conservazione. Adottando pochi e semplici accorgimenti, validi per ogni stagione, sarà possibile eliminare quasi del tutto questo problema.
Per preservare al meglio le sue qualità, è fondamentale comprendere i suoi principali nemici: le temperature elevate, gli sbalzi termici, l’umidità e gli odori intensi. Le variazioni di temperatura, in particolare, sono responsabili della comparsa di una sottile patina bianca, un fenomeno noto come “fioritura”, che indica la separazione e la risalita in superficie del burro di cacao e degli zuccheri.
La soluzione ideale per la conservazione consiste nel riporre il prodotto in una dispensa fresca e asciutta, con una temperatura costante compresa tra i 15 e i 18 gradi centigradi, e rigorosamente lontano da fonti di calore. L’uso del frigorifero andrebbe generalmente evitato, poiché il suo ambiente umido e la presenza di altri alimenti con odori forti possono alterare irrimediabilmente il gusto, l’aroma e la consistenza del cioccolato.
Inoltre, il passaggio brusco dal freddo del frigorifero alla temperatura ambiente provoca la formazione di condensa sulla superficie, compromettendone le caratteristiche organolettiche. Tuttavia, durante i periodi di caldo intenso, quando il rischio di scioglimento è concreto, il frigorifero diventa l’unica opzione praticabile.
In questo caso, è cruciale seguire una procedura specifica per proteggere il prodotto. Sarà necessario avvolgere la tavoletta prima in carta di alluminio, poi inserirla in un sacchetto per alimenti e infine sigillarla all’interno di un contenitore ermetico. Questo sistema a tripla barriera impedirà l’assorbimento di umidità e odori estranei. Prima del consumo, il cioccolato dovrà essere estratto dal frigo e lasciato acclimatare a temperatura ambiente per alcune ore, così da recuperare la sua naturale fragranza.
Altri fattori determinanti per una corretta conservazione includono il controllo dell’umidità ambientale, che non dovrebbe superare il 50-55%, e la protezione dalla luce diretta e dal sole, che ne rovinano aroma e struttura. È anche importante che sia sempre ben incartato o chiuso in un contenitore, come una scatola di latta, che rappresenta il materiale più adatto.
Bisogna infine ricordare che il cioccolato agisce come una spugna, assorbendo con facilità gli odori circostanti. Va quindi tenuto lontano da aglio, cipolla, formaggi stagionati o altri cibi dall’aroma penetrante.
La durata del prodotto varia a seconda della tipologia. Il cioccolato fondente può durare fino a due anni, quello al latte dagli 8 ai 12 mesi, mentre il bianco ha una vita più breve, tra i 6 e gli 8 mesi. I cioccolatini ripieni con creme a base di panna o alcool sono i più deperibili e andrebbero consumati entro 3-4 settimane per gustarli al meglio.






















