È stata annullata la conferenza stampa sulla “remigrazione” che si sarebbe dovuta tenere nella sala stampa della Camera dei Deputati. L’evento, promosso da un deputato della Lega, è stato impedito fisicamente dai parlamentari dei partiti di opposizione, che hanno occupato la sala esponendo copie della Costituzione e intonando “Bella ciao” fino a ottenere la cancellazione dell’incontro.
Il deputato leghista che aveva riservato lo spazio ha dichiarato che l’iniziativa verrà riprogrammata, ma la protesta ha acceso i riflettori sui partecipanti previsti. All’incontro avrebbero infatti dovuto prendere parte noti esponenti dell’estrema destra italiana, riuniti nel cosiddetto “Comitato RER” (acronimo di Remigrazione e Riconquista). Tra gli invitati figuravano il portavoce di CasaPound, membri di gruppi neonazisti e un ex esponente di Forza Nuova, a cui sarebbe stata offerta una vetrina istituzionale.
Il termine “remigrazione”, al centro del dibattito, è stato adottato da movimenti nazionalisti in tutta Europa per indicare un programma politico di espulsione forzata delle persone di origine straniera. L’ideologia alla base non fa distinzioni tra chi ha commesso reati e chi è perfettamente integrato nella società, arrivando a considerare problematica anche la sola appartenenza a una religione diversa da quella cristiana.
Questa parola, in realtà, nasce in ambito accademico con un’accezione neutra per descrivere il ritorno volontario di un migrante nel proprio Paese o un secondo spostamento migratorio. Tuttavia, l’estrema destra francese ne ha stravolto il significato, utilizzandola per definire un piano di allontanamento di massa che include anche cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno e i loro discendenti nati in Europa.
Dalla Francia, il concetto si è diffuso in Germania, Austria e infine in Italia, dove è stato ripreso da alcuni parlamentari della Lega. Figure legate agli ambienti della destra radicale, come ex militanti di Gioventù Nazionale (l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia), hanno fondato associazioni per promuoverla, collaborando attivamente con noti attivisti neonazisti europei, tra cui l’austriaco Martin Sellner.
L’organizzazione di un simile evento alla Camera è stata interpretata come un preoccupante tentativo di normalizzare ideologie incompatibili con i valori costituzionali. Secondo i critici, la strategia consiste nel creare un’emergenza sicurezza permanente per giustificare soluzioni radicali e discriminatorie, spostando così l’attenzione dai reali problemi del Paese come la disoccupazione, l’emarginazione sociale e l’assenza di servizi pubblici efficienti.






















