Grecia, c’è l’accordo con l’Eurogruppo. Atene: “Ora torniamo a respirare”

Il popolo greco può tirare un sospiro di sollievo in seguito all'intesa con l'Ue

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 10-01-2018 Roma Politica Villa Madama - 4to Vertice dei Paesi del Sud dell'Unione Europea Nella foto Alexis Tsipras, Mariano Rajoy, Nikos Anastasiadis, Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron, Joseph Muscat, Antonio Costa Photo Roberto Monaldo / LaPresse 10-01-2018 Rome (Italy) Villa Madama - Fourth Summit of the Southern EU Countries In the photo Alexis Tsipras, Mariano Rajoy, Nikos Anastasiadis, Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron, Joseph Muscat, Antonio Costa

MILANO (LaPresse) – Finisce l’odissea della Grecia, durata otto anni e tre piani di salvataggio. Nella notte, poco dopo mezzanotte, i ministri delle Finanze dell’eurozona hanno annunciato l’accordo raggiunto in sede di Eurogruppo che prevede un alleggerimento del debito pubblico, arrivato alla cifra monstre 180% del Pil, e un’ultima tranche di aiuti da 15 miliardi di euro da versare a luglio come cuscinetto di garanzia.

La Grecia rialza la testa

Sia il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, sia il premier greco, Alexis Trispras, parlano di momento “storico“. Il Paese ellenico si prepara quindi ad uscire dalla tutela stretta della famigerata troika – Ue, Bce e Fmi – a partire dal 20 agosto, data dalla quale potrà tornare a finanziarsi sui mercati, anche se continuerà a essere monitorato per quasi un quinquennio.

La riunione dei ministri delle Finanze dell’euro, che si è tenuta ieri in Lussemburgo, è durata oltre sei ore. Secondo diverse fonti, i colloqui si sono prolungati perché la Germania ha mostrato resistenze fino all’ultimo minuto contro la riduzione del debito della Grecia, misura spinta tuttavia anche dal Fmi. Il ministro delle Finanze greco, Euclid Tsakalotos, si è detto infine “felice” e guarda già avanti ai “risultati concreti” che potranno arrivare nelle vite dei sui concittadini, che dal 2010 hanno dovuto sopportare dolorose misure di austerità per evitare la bancarotta dello Stato.

L’intesa raggiunta permetterà ai greci di iniziare a rimborsare alcuni prestiti, quelli del vecchio fondo salva-Stati Efsf, solo a partire dal 2032, contro il 2022 previsto in precedenza. La tranche di aiuti di luglio, l’ultima, sarà subordinata all’approvazione di ulteriori 88 riforme. Dei 15 miliardi, 5,5 miliardi sono destinati al servizio del debito e 9,5 miliardi andranno a garantire un “materasso finanziario” di oltre 24 miliardi di euro per i 22 mesi successivi all’uscita di Atene dal programma.

Un’attenzione particolare ad Atene

Su pressione di Berlino, si è deciso che Atene resti fino al 2022 sotto sorveglianza. Una scelta mai fatta prima dagli europei con Portogallo, Cipro o Irlanda. “Questo rafforzato quadro di monitoraggio post-programma era necessario. Ma non ci sarà alcun programma mascherato“. Lo spiega il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici. Nel monitoraggio sarà coinvolto anche il Fmi, con la sua numero uno, Christine Lagarde, che uscendo dalla riunione di Lussemburgo esprime le sue “riserve” sulla tenuta dei conti di Atene nel lungo termine. Soddisfatto dell’accordo il presidente della Bce, Mario Draghi, che rassicura sul fatto che adesso il debito è sostenibile almeno nel medio termine.

La soddisfazione di Tsipras

In otto anni, la Grecia ha beneficiato di oltre 273 miliardi di euro di assistenza da parte dei suoi creditori in tre distinti programmi di salvataggio. “Viene scritta una nuova pagina – avverte ora Tsipras -, ma non dobbiamo dissipare il cammino intrapreso per le riforme e gli sforzi di bilancio“. E un portavoce del governo si lascia andare: “Penso che il popolo greco possa sorridere, respirare di nuovo“. Un elogio alla tempra dei greci arriva anche da Juncker. “Combatterò sempre – commenta il presidente della Commissione Ue – perché la Grecia sia nel cuore dell’Europa. Rendo omaggio al popolo greco per la sua capacità di recupero e per l’impegno europeo. I loro sforzi non sono stati vani“.

di Lorenzo Allegrini

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