Nel 2026 il WWF Italia celebrerà il suo sessantesimo anniversario dalla fondazione. L’evento sarà accompagnato dal messaggio ’60 anni per la Natura’, un’occasione per ripercorrere una storia di visione, scienza e partecipazione civile, rinnovando un impegno oggi più che mai urgente.
Fondata il 5 luglio 1966, l’associazione ha previsto una serie di iniziative speciali per tutto l’anno, con l’obiettivo di raccontare decenni di battaglie per la difesa del patrimonio naturale come bene comune, fragile e indispensabile.
La nascita del WWF Italia è avvenuta in un’epoca in cui la coscienza ambientalista era quasi inesistente e termini come ‘biodiversità’ erano sconosciuti ai più. In quel contesto, un piccolo gruppo di pionieri, guidati da Fulco Pratesi, ha scelto di difendere gli ecosistemi con un approccio innovativo, basato sull’unione tra rigore scientifico e passione civile.
Questa visione ha introdotto una cultura nuova, capace di dare voce alla natura in un’Italia in rapida trasformazione. Quelle competenze, sviluppate in controtendenza rispetto al pensiero dominante dell’epoca, restano oggi una guida fondamentale per affrontare la crisi climatica e la perdita di specie.
Il simbolo di questa avventura è il cavaliere d’Italia, un elegante trampoliere dal piumaggio bianco e nero. Fu proprio la scoperta di un suo nido nella laguna di Orbetello, un evento rarissimo, a rivelare a Fulco Pratesi l’urgenza di agire per proteggere quell’area umida prima che fosse troppo tardi.
Da quell’emozione è nata la decisione di fondare il WWF Italia. Intorno a un tavolo, in uno studio di architettura, una decina di amici hanno dato vita a un progetto concreto: trasformare la laguna di Orbetello in un laboratorio di conservazione, dando inizio a una nuova era per l’ambientalismo nel nostro Paese.
Quell’intuizione si è concretizzata nel vasto sistema delle Oasi WWF, luoghi dove la cura del territorio è visibile e tangibile. La prima Oasi, quella del Lago di Burano in Toscana, è stata istituita nel 1967, convertendo un’ex riserva di caccia in un’area protetta pionieristica a livello nazionale.
Da quel primo passo, la rete si è estesa in tutta la penisola fino a superare oggi le cento aree protette, per un totale di oltre 27mila ettari di territorio. Le Oasi includono zone umide, boschi, coste e montagne, diventando vere e proprie case aperte della biodiversità.
Questi spazi non sono solo rifugi per la fauna selvatica, ma anche aule a cielo aperto per scuole e famiglie, e laboratori di ricerca per scienziati e volontari. In questi luoghi il WWF ha costruito una grammatica condivisa di osservazione, conoscenza e ripristino ecologico.
Il sessantesimo anniversario, quindi, non sarà solo una celebrazione dei risultati ottenuti, ma anche un potente richiamo all’azione. La storia del WWF dimostra che il cambiamento è possibile, ma oggi servono lo stesso coraggio e la stessa determinazione dei fondatori per affrontare le sfide globali e proteggere il nostro futuro comune.




















