La Formula E ha segnato un traguardo storico, diventando il primo campionato motoristico al mondo a ottenere la prestigiosa Certificazione B Corp. L’annuncio è stato dato a Davos durante il World Economic Forum, sancendo un cambio di paradigma per l’intera industria sportiva globale.
Questo riconoscimento non è un primato puramente simbolico, ma un passaggio strutturale che ridefinisce il ruolo delle competizioni nell’era della crisi climatica. Per la prima volta, un’organizzazione sportiva di livello mondiale viene valutata e premiata secondo rigorosi standard di governance, impatto ambientale, responsabilità sociale e trasparenza.
La Certificazione B Corp, gestita dall’ente indipendente B Lab, analizza oltre duecento indicatori. Vengono esaminati l’impatto ecologico, le condizioni di lavoro, il rapporto con le comunità locali e la trasparenza decisionale. Diventare B Corp significa integrare obiettivi sociali e ambientali misurabili nel proprio modello di business, affiancandoli al profitto.
Per la Formula E, questo risultato è la naturale evoluzione di una missione nata fin dalle origini: utilizzare le corse come acceleratore per la mobilità elettrica e la transizione energetica. Le gare si svolgono volutamente nei centri urbani, avvicinando il pubblico alle tecnologie sostenibili e dimostrando che l’innovazione può integrarsi nel tessuto delle metropoli.
Il campionato è diventato un banco di prova fondamentale per l’industria automobilistica, trasferendo le soluzioni sviluppate in pista, come i sistemi di recupero dell’energia, ai veicoli di serie. L’annuncio della certificazione ha coinciso con la presentazione della GEN4, la nuova monoposto che debutterà nella prossima stagione. Progettata per essere riciclabile al 100% e realizzata con materiali riciclati, sfida il preconcetto che sostenibilità e performance siano in conflitto.
Un elemento cruciale per l’ottenimento della certificazione è stata la gestione degli eventi. Le gare sono state progettate per minimizzare l’impatto, attraverso l’uso di energia rinnovabile e una logistica efficiente. Il calendario della dodicesima stagione, con 17 gare in 11 località, è stato ottimizzato raggruppando le tappe per continente, riducendo così drasticamente le emissioni. Dal 2019, il campionato ha tagliato del 55% le emissioni di Scope 1 e 2.
L’impegno non si è limitato alla dimensione ambientale. In ogni città ospitante, la Formula E ha attivato programmi di coinvolgimento per le comunità locali, con iniziative educative e progetti sociali che lasciano un’eredità positiva ben oltre il weekend di gara. Questo approccio risponde a una domanda centrale del movimento B Corp: quale valore un’organizzazione restituisce alla società?
Entrando nella comunità B Corp, la Formula E si affianca a marchi come Patagonia, accomunati dall’idea che il business possa generare un impatto positivo. Come ha sottolineato il CEO di B Lab UK, questo passo rappresenta un segnale potente per l’intera industria sportiva. La certificazione non è un punto di arrivo, ma un impegno a migliorare costantemente le proprie performance, in un momento storico che richiede azioni concrete.




















