Fiji: 75% dei pesci con microplastiche

80
Inquinamento plastico
Inquinamento plastico

Una nuova ricerca scientifica ha confermato che l’inquinamento da plastica ha raggiunto persino le acque costiere delle isole più remote dell’Oceano Pacifico. Lo studio, pubblicato sulla rivista accademica PLOS One, ha rivelato che quasi un terzo dei pesci che popolano le acque vicino ai Paesi e Territori Insulari del Pacifico contiene microplastiche.

L’analisi è stata condotta da un team guidato da Jasha Dehm dell’Università del Sud Pacifico, esaminando esemplari catturati nelle acque circostanti Fiji, Tonga, Tuvalu e Vanuatu. I risultati hanno dimostrato come i frammenti di plastica si siano ormai infiltrati nella catena alimentare, anche in ecosistemi ritenuti tra i più isolati del pianeta.

Il dato più allarmante è emerso dall’arcipelago delle Fiji, che ha mostrato il livello di contaminazione più alto in assoluto. In quest’area, quasi il 75% dei pesci campionati conteneva microplastiche, una percentuale drasticamente superiore alla media globale, che si attesta attualmente intorno al 49%. Questa scoperta evidenzia una situazione di grave criticità ambientale per le Fiji.

Secondo gli autori dello studio, le isole del Pacifico sono particolarmente vulnerabili a questo tipo di inquinamento. La rapida espansione urbana, unita a sistemi di gestione dei rifiuti e delle acque reflue spesso inadeguati o insufficienti, sta determinando un’esposizione molto elevata alla contaminazione. Le disparità registrate tra le diverse nazioni sottolineano il fallimento dei sistemi di smaltimento nel proteggere questi ecosistemi unici.

L’impatto di questa situazione è particolarmente grave per le popolazioni locali. Molte comunità costiere della regione dipendono strettamente dalla pesca, che rappresenta non solo il loro principale mezzo di sostentamento, ma anche la più importante fonte di reddito. La contaminazione degli stock ittici costituisce quindi una minaccia diretta alla sicurezza alimentare e alla stabilità economica di intere comunità.

Nel dettaglio, la ricerca ha analizzato 878 pesci appartenenti a 138 specie diverse. Si è osservato che i pesci di barriera e quelli che vivono in prossimità del fondale marino hanno una probabilità maggiore di contenere microplastiche rispetto a quelli che popolano le lagune o il mare aperto.

Le specie che si nutrono di invertebrati o che cacciano attivamente le loro prede tra le fessure dei fondali, come l’imperatore (Lethrinus harak) e la triglia linea punto (Parupeneus barberinus), hanno mostrato i tassi di contaminazione più elevati. È stato inoltre significativo notare che, per queste due specie pescate in tutti e quattro i paesi, gli esemplari provenienti dalle Fiji erano sistematicamente più contaminati.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome