Giovani e ambiente: molta sensibilità, poca conoscenza

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Conoscenza lacunosa
Conoscenza lacunosa

La Generazione Z ha confermato la sua spiccata sensibilità per le tematiche ambientali, che tuttavia non si traduce sempre in una conoscenza approfondita. È questo il quadro emerso da una ricerca condotta da Skuola.net e CONOU, che ha coinvolto un campione di 1.500 giovani tra i 14 e i 24 anni per analizzare il loro rapporto con l’ambiente, la gestione dei rifiuti e l’economia circolare.

Nonostante il dibattito pubblico abbia in parte superato la fase dell’eco-ansia, l’eredità dei movimenti come i Fridays for Future è rimasta evidente. Per il 70% degli intervistati, la preoccupazione per il cambiamento climatico ha inciso in modo significativo sulle abitudini di consumo e sui comportamenti quotidiani.

Nell’ambito dell’economia circolare, i giovani hanno mostrato di privilegiare il riuso rispetto al riciclo. Il 36% ha dichiarato di impegnarsi principalmente nel riutilizzo di prodotti ancora funzionanti, mentre un ulteriore 20% si è detto concentrato sulla riparazione di oggetti che altrimenti finirebbero in discarica.

Comportamenti come la riduzione dei consumi di energia e materie prime sono risultati meno diffusi, indicati dal 27% del campione. Ancora più in basso si è posizionato il riciclo, citato solo dal 17% come pratica principale per dare vita a nuove materie prime seconde.

Questa gerarchia di abitudini si è riflessa nel livello di consapevolezza. Soltanto il 30% dei giovani si è considerato pienamente informato sulle corrette modalità di gestione dei rifiuti. All’opposto, un preoccupante 19% ha ammesso di avere una conoscenza scarsa o del tutto nulla sull’argomento.

Dall’indagine è emerso con forza il ruolo centrale dell’educazione. Per il 39% degli intervistati, la coscienza ecologica si è formata soprattutto tra i banchi di scuola o all’università, a riprova dell’importanza strategica dei percorsi formativi.

Per quanto riguarda le fonti di informazione, i media digitali specializzati sono stati indicati come il canale di riferimento primario dal 22% dei partecipanti. Seguono, a pari merito con il 12%, i media digitali generalisti e il confronto con familiari e amici. Più distaccati i media tradizionali, scelti solo dal 10%.

In questo contesto si inserisce l’esempio della filiera degli oli minerali usati, gestita dal CONOU. Sebbene il 72% dei giovani sia consapevole della pericolosità di questo rifiuto e il 66% ne conosca i danni ambientali, esiste una notevole lacuna informativa: quasi nove giovani su dieci non sanno che il 98% dell’olio raccolto viene rigenerato e trasformato in una nuova base lubrificante.

Riccardo Piunti, presidente di CONOU, ha commentato i risultati affermando che “i dati confermano come le nuove generazioni abbiano una forte sensibilità, ma necessitino di strumenti concreti per trasformarla in conoscenza e comportamenti consapevoli”.

Sulla stessa linea si è espresso Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, il quale ha sottolineato che l’eccellenza italiana nel settore del riciclo deve essere costantemente accompagnata da un’attività di educazione civica e comunicazione, rivolta sia ai giovani che agli adulti.

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