Concerti: ecco perché i biglietti costano di più

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Speculazione concerti
Speculazione concerti

L’aumento del costo dei concerti è diventato un problema sempre più sentito. Il fenomeno non dipende soltanto dall’inflazione generale o dalla complessità crescente dei grandi show, ma è alimentato da meccanismi di mercato che hanno trasformato il tagliando d’ingresso in un bene su cui speculare, con rincari che hanno poco a che vedere con il valore artistico dell’evento.

La pratica più diffusa che alimenta questi aumenti è il “secondary ticketing”, ovvero il mercato secondario. In questo sistema, i biglietti vengono acquistati in massa sui canali ufficiali, spesso tramite software automatici, per poi essere rimessi in vendita su piattaforme non ufficiali a cifre notevolmente maggiorate, sfruttando l’alta domanda.

Uno dei motori principali di questa dinamica sono i “bot”, programmi informatici progettati per completare le procedure di acquisto in pochi secondi, una velocità irraggiungibile per una persona. Il loro impiego ha un risultato netto: un numero enorme di tagliandi finisce nelle mani di pochi speculatori, che li rimettono sul mercato con rincari che possono raddoppiare o triplicare il valore nominale.

Un altro fattore che ha contribuito a far lievitare i costi è il “dynamic pricing”. Si tratta di un sistema in cui il prezzo del biglietto non è fisso, ma varia in tempo reale in base alla domanda. Più persone cercano di acquistare, più il prezzo sale. Sebbene sia una logica di mercato, la mancanza di trasparenza su quando e come scattano gli aumenti rende l’acquisto imprevedibile e penalizza chi ha un budget limitato.

La speculazione viene inoltre favorita dalla percezione di scarsità. A volte gli organizzatori hanno rilasciato i biglietti in lotti successivi o creato un finto “tutto esaurito” per generare urgenza nel pubblico. Questa fretta porta spesso a decisioni impulsive e a una maggiore disponibilità a pagare cifre più alte.

A questo si sono aggiunti commissioni e costi extra, spesso poco chiari: spese di servizio, gestione, assicurazioni o opzioni di “upgrade”. Questi oneri possono incidere sul totale per un ulteriore 20-30%, portando l’importo finale a essere molto distante da quello iniziale.

Non tutto l’aumento è speculazione. L’alta domanda ha anche spinto gli organizzatori a creare offerte “premium”, come pacchetti VIP con merchandising, accesso anticipato o posti privilegiati. Queste proposte aumentano il guadagno complessivo senza però incrementare la disponibilità di biglietti a prezzo standard.

Per contrastare queste pratiche, una delle soluzioni più efficaci è la rivendita regolamentata. Piattaforme che permettono di cedere biglietti a un prezzo vincolato o con rincari limitati, verificandone l’autenticità, riducono il rischio di truffe e limitano la speculazione selvaggia.

Per evitare di alimentare questo mercato, è fondamentale acquistare solo dai canali ufficiali, diffidando di link sospetti, e controllare sempre il costo finale prima di confermare il pagamento. La fretta è la migliore alleata di chi specula.

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