Italia: stop alle specie aliene con il turismo etico

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Turismo rigenerativo
Turismo rigenerativo

Il concetto di turismo sta attraversando una profonda trasformazione, spingendosi oltre la semplice sostenibilità per approdare al paradigma “rigenerativo”. Non si tratta più solo di ridurre il proprio impatto negativo, ma di generare un effetto positivo sui luoghi che si visitano. In questo scenario, la bioetica offre una bussola morale per orientare le scelte dei viaggiatori e degli operatori.

Il viaggiatore consapevole diventa così un “bene pubblico”, un agente di cambiamento che contribuisce attivamente alla salute degli ecosistemi. Questa visione è stata al centro di un recente incontro, durante il quale Andrea Monaco, ricercatore dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), ha messo in luce una delle minacce più subdole legate ai flussi turistici: la diffusione involontaria di specie aliene invasive.

Questi organismi, trasportati inconsapevolmente da una parte all’altra del mondo attraverso bagagli, attrezzature sportive o suole delle scarpe, possono causare danni irreparabili alla flora e alla fauna autoctone. La loro proliferazione altera gli equilibri naturali, minaccia le coltivazioni locali e comporta ingenti costi economici per il controllo e l’eradicazione.

L’intervento di Monaco, intitolato “Informati, pensa, viaggia. Per un turismo sostenibile e alien free”, ha lanciato un messaggio chiaro. L’invito è a un’azione basata su tre pilastri. Primo, “informati”: prima di partire, è fondamentale conoscere le fragilità ecologiche della destinazione e quali comportamenti adottare per non introdurre nuove minacce. Secondo, “pensa”: riflettere sulle proprie azioni, pulendo scrupolosamente l’equipaggiamento da trekking o da pesca prima di ripartire, evitando di prelevare piante o animali e preferendo prodotti locali certificati.

Infine, “viaggia”: l’esperienza del viaggio si arricchisce di un nuovo significato. Ogni escursione, ogni scelta di consumo diventa un’opportunità per creare connessioni positive tra la propria salute, quella delle comunità ospitanti e quella dell’ambiente. Il turismo rigenerativo, sostenuto da una solida base bioetica, ha l’ambizione di trasformare i visitatori da semplici spettatori a custodi attivi del patrimonio naturale e culturale del pianeta.

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