Il meccanismo degli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, promosso per accelerare la transizione ecologica, ha incontrato un ostacolo burocratico che rischia di paralizzare il mercato. I concessionari, che hanno anticipato gli sconti ai clienti, attendono ora rimborsi per centinaia di milioni di euro dallo Stato, mettendo a repentaglio le future consegne.
L’associazione dei costruttori esteri, Unrae, ha lanciato un forte appello al governo. L’esposizione finanziaria complessiva per le concessionarie ha raggiunto la cifra di 300 milioni di euro. Questi fondi sono stati anticipati dai rivenditori per applicare lo sconto previsto dal bonus 2025, che poteva arrivare fino a 11.000 euro per l’acquisto di un veicolo a zero emissioni, a seconda del reddito dell’acquirente.
Senza un rapido sblocco dei rimborsi, il settore rischia una grave crisi di liquidità. Per tutelarsi, molti punti vendita potrebbero decidere di sospendere le immatricolazioni e, di conseguenza, la consegna delle auto già vendute, per non aggravare ulteriormente la propria esposizione finanziaria.
La situazione crea un grave disagio per i consumatori. Chi ha approfittato dell’incentivo e firmato un contratto di acquisto potrebbe vedere i tempi di consegna allungarsi a tempo indeterminato. Il problema è ancora più serio per coloro che, come previsto dalle regole del bonus, hanno già rottamato il proprio vecchio veicolo inquinante.
Questi acquirenti rischiano di trovarsi senza un’automobile per le proprie necessità quotidiane, bloccati in un limbo burocratico in attesa che il concessionario riceva i fondi statali e possa finalmente procedere con la consegna del nuovo mezzo elettrico.
Per gestire le richieste, era stata creata un’apposita piattaforma telematica gestita dal Ministero delle Imprese, ma i ritardi nei pagamenti hanno vanificato l’efficienza dello strumento. La mancata osservanza delle tempistiche promesse sta generando sfiducia e incertezza in tutto il comparto.
Mentre si cerca una soluzione per la crisi attuale, il governo ha annunciato di voler promuovere nuove forme di incentivi per il futuro. Tra le misure in discussione, vi è il sostegno economico per chi converte la propria auto a benzina in un veicolo a Gpl o metano (“retrofit”), una soluzione ponte per ridurre le emissioni. Si prevedono anche agevolazioni per l’acquisto di quadricicli elettrici, le cosiddette microcar.





















