Italia: la frode del Superbonus costa 124 miliardi

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Frode edilizia
Frode edilizia

Nato nel 2020 durante la crisi pandemica, il Superbonus doveva essere una misura per rilanciare l’edilizia e migliorare il patrimonio immobiliare italiano. L’obiettivo era ambizioso: incentivare la riqualificazione degli edifici per renderli più sicuri dal punto di vista sismico e, soprattutto, più efficienti sul piano energetico.

Il meccanismo, tuttavia, si è rivelato fin da subito problematico. L’incentivo copriva il 110% delle spese sostenute, un’anomalia che ha creato un forte disincentivo al controllo dei costi: più si spendeva, anche solo sulla carta, più lo Stato rimborsava. Questa struttura, unita a controlli inefficaci, ha spalancato le porte a un sistema di abusi su larga scala.

L’errore di calcolo iniziale è stato macroscopico. Il governo aveva stimato una spesa complessiva di circa 35 miliardi di euro, prevedendo un parziale rientro attraverso l’aumento del gettito fiscale. La realtà è stata ben diversa. Secondo i dati aggiornati dall’Enea, il costo del Superbonus ha raggiunto la cifra di 124 miliardi di euro, una somma pari a circa 2.100 euro per ogni cittadino italiano.

Un elemento cruciale che ha trasformato la misura in una “supertruffa” è stata la possibilità di cedere il bonus come credito d’imposta. Beneficiari, imprese e intermediari finanziari potevano scambiare questi crediti, spesso senza che venisse effettuato alcun lavoro reale. Le banche accettavano volentieri i crediti, poiché erano garantiti dallo Stato, eliminando di fatto ogni rischio d’impresa.

Il sistema fraudolento era semplice: un proprietario d’immobile, un’impresa edile e un tecnico compiacente si accordavano per avviare una pratica. Venivano presentati progetti con costi gonfiati, si simulava l’apertura di un cantiere e si emettevano fatture per lavori mai eseguiti. Una volta generato il credito d’imposta, questo veniva ceduto per incassare denaro contante, dopodiché il finto cantiere veniva smantellato.

Le indagini della magistratura hanno svelato la vastità del fenomeno. In ben 24 città italiane sono stati aperti fascicoli per truffa aggravata, falso e uso di fatture per operazioni inesistenti. Gli interventi dichiarati hanno riguardato centinaia di migliaia di edifici, tra cui condomini, case unifamiliari e persino cinque castelli, ma in molti casi si trattava solo di operazioni fittizie.

Nonostante i tentativi dei governi successivi di arginare l’emorragia finanziaria, il salasso per le finanze pubbliche non si è ancora arrestato e si stima che proseguirà fino al 2028-2029. Il lascito del Superbonus è un mare di procedimenti giudiziari che, data la lentezza della giustizia italiana, rischiano in gran parte di concludersi con una prescrizione, lasciando i responsabili impuniti e il conto da pagare ai contribuenti.

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