Cedro di Calabria: un tesoro di salute da riscoprire

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Cedro calabrese
Cedro calabrese

Il cedro (Citrus medica) è un agrume dalle origini antichissime, spesso messo in ombra da arance e limoni. Eppure, questo frutto rappresenta un patrimonio di biodiversità e salute, con una storia che lo lega profondamente al territorio italiano, in particolare alla Calabria.

Le sue radici affondano in Asia, tra l’India nord-orientale e le pendici dell’Himalaya. Furono i persiani i primi a coltivarne sistematicamente le piante, portandolo verso ovest. Greci e Romani lo conobbero come *malum medicum* (mela medicinale), apprezzandolo più per le sue virtù terapeutiche e come profumatore di ambienti che per il suo sapore. In Italia ha trovato il suo habitat ideale fin dall’epoca romana, radicandosi soprattutto lungo la costa calabrese oggi nota come “Riviera dei Cedri” e in alcune aree della Sicilia.

Dal punto di vista nutrizionale, il cedro fresco è un alimento estremamente leggero, con sole 11 calorie per 100 grammi. La versione candita, molto diffusa, ha un apporto calorico maggiore. La polpa e la spessa scorza contengono principalmente acqua e carboidrati, ma anche una buona dose di fibre, vitamina C, calcio e preziosi flavonoidi, tra cui spicca l’esperidina, un potente antiossidante.

I benefici per l’organismo sono molteplici. Grazie all’alto contenuto di vitamina C, il cedro ha contribuito a rafforzare il sistema immunitario e a favorire l’assorbimento del ferro. L’azione combinata di flavonoidi e oli essenziali protegge le cellule dallo stress ossidativo e dall’invecchiamento precoce.

Questo agrume si è rivelato un eccellente alleato per l’apparato digerente. Il suo consumo ha aiutato a stimolare la produzione di succhi gastrici, riducendo gonfiori e senso di pesantezza. Tradizionalmente, è stato impiegato come rimedio naturale contro nausea e cattiva digestione, mentre le sue proprietà depurative sostengono le funzioni del fegato.

Studi recenti hanno evidenziato anche le sue qualità antibatteriche e antimicrobiche, utili per mantenere l’equilibrio della flora intestinale. Inoltre, il basso indice glicemico e la presenza di fibre lo hanno reso un frutto adatto anche a chi deve monitorare i livelli di zucchero nel sangue, se consumato con moderazione. In cucina, la sua versatilità permette di utilizzarlo in numerose preparazioni, sia dolci che salate.

Nonostante i numerosi vantaggi, il suo consumo va gestito con attenzione in alcuni casi. L’acidità del frutto può irritare chi soffre di gastrite, reflusso o ulcera. Le persone con intestino sensibile o colite potrebbero riscontrare fastidi, mentre l’elevata quantità di vitamina C potrebbe non essere indicata per chi ha problemi renali. Come per altri agrumi, è sempre consigliabile consultare un medico se si assumono farmaci specifici, per escludere possibili interazioni.

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