Decreto abbattimento lupi: la Campania si oppone

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Tutela lupi
Tutela lupi

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha espresso forte apprezzamento per la posizione della Regione Campania, che si è dichiarata nettamente contraria al provvedimento proposto dal Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. Il decreto in questione intende autorizzare l’abbattimento di 160 lupi in Italia nel corso dell’anno.

“La nostra associazione ha avversato fin da subito questa ipotesi”, ha dichiarato Annamaria Procacci, responsabile dell’ufficio fauna selvatica dell’Enpa. Il decreto, giustificato come misura di “controllo”, aprirebbe di fatto a una stagione di uccisioni, la cui attuazione sarebbe delegata alle singole Regioni.

L’Enpa ha già illustrato in Parlamento le ragioni per cui ritiene il decreto infondato e scientificamente non plausibile. L’associazione ha condiviso pienamente la valutazione espressa dall’assessora campana Fiorella Zabatta, che ha evidenziato la grave mancanza di dati aggiornati sulla reale consistenza della popolazione del lupo in Italia.

I numeri attualmente in uso sono considerati obsoleti e non permettono di formulare stime attendibili. Le cifre ufficiali più recenti, che parlavano di circa 3.300 individui, risalgono infatti a quasi cinque anni fa.

A questa incertezza si aggiunge un elemento di cruciale importanza, spesso sottovalutato: il fenomeno dell’ibridazione. Una parte consistente degli animali censiti come lupi, stimata in almeno un terzo del totale, è in realtà composta da ibridi, nati dall’incrocio tra lupi selvatici e cani.

Questo fenomeno, in forte crescita, è strettamente legato al randagismo e all’abbandono di cani. La sua gravità è stata confermata da recenti studi condotti dall’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con gli istituti zooprofilattici dell’Italia meridionale.

Tale scenario comporta un rischio concreto di erosione genetica, che potrebbe portare alla perdita del lupo come specie selvatica pura. Per questa ragione, secondo gli animalisti, non si può procedere a un declassamento del suo stato di protezione. Lo status del lupo rimane quello di una specie vulnerabile, con un numero di esemplari puri molto inferiore rispetto alle stime ufficiali.

Di conseguenza, l’Enpa, insieme ad altre associazioni ambientaliste, ha avanzato una richiesta formale, portata anche all’attenzione del Senato. Si chiede di sospendere qualunque decisione in merito al declassamento e di istituire una moratoria di almeno un anno.

Questo periodo sarà necessario per approfondire con rigore scientifico tutti gli aspetti della questione e per implementare finalmente le misure di prevenzione delle predazioni. Tali misure sono considerate la vera chiave per una convivenza equilibrata, a tutela anche degli allevatori.

L’auspicio è che la posizione della Regione Campania possa servire da modello per le altre Regioni, spingendole ad adottare politiche moderne di tutela della biodiversità e ad abbandonare quella che viene definita “l’inaccettabile scorciatoia dei fucili”.

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